In mostra a Bologna i coniugi Benigni

BOLOGNA.Guarda al passato e vede una Bologna «fabbrica di grandi sindaci» e non manca di scherzare sui candidati alle comunali soffermandosi, in particolare, sul candidato di centrosinistra, Virginio Merola. Alla presentazione della mostra Bob e Nico dedicata a lui e alla moglie e in programma da oggi a palazzo Pepoli fino al 6 agosto, Roberto Benigni ironizzare sulla tornata elettorale. «Questa città ha dato i più grandi sindaci di tutti i tempi: Dozza e Dossetti, persone straordinarie, Zangheri e Imben». Quanto al presente, Benigni scherza prendendo spunto dalle dichiarazioni di uno psichiatra a un quotidiano, secondo cui il candidato sindaco del centrosinistra sarebbe stanco. «Merola non c'è - ha osservato Benigni - l'ho sentito stamani, è a riposo, mi ha detto che ha bisogno di riposo e sta a letto. Ho visto lo psichiatra che ha detto lo voto ma ha bisogno di riposo: a fare una dichiarazione cosi prima delle elezioni avrebbe bisogno di riposo lo psichiatra». Ad ogni modo, ha ironizzato ancora Benigni, «quando verrà eletto Merola lo troveremo non sulla sedia ma sul letto al palazzo del sindaco e ci ospiterà tutti con dei Tavor». L'attore ha scherzato solo sul candidato sindaco anche sul precedente primo cittadino, Flavio Delbono, costretto alle dimissioni. «Neanche Delbono è potuto venire - ha sorriso - perchè sta a letto con due portici di Bologna (il riferimento è alle dichiarazioni dell'ex amante-segretaria, Cinzia Cracchi, secondo le quali Delbono ha avuto tante donne quanti i portici della città ndr). Li ho contati, sono migliaia; ho detto: ma qui Berlusconi ci fa un baffo...». Un accenno acnhe ad Anna Maria Cancellieri, commissario che da un anno guida la città. «Quando guardo il Tg3 regionale da Firenze o da Roma mi appare sempre l'Emilia-Romagna e vedo la Cancellieri che taglia nastri, vara navi e cantieri edili, sta dappertutto. Non avete messo nessun nastro e infatti la Cancellieri non è venuta. Saluto la Cancellieri che so capace, onesta, straordinaria». Circa la mostra Benigni s'è definito «come Gasparri in Senato, fuori luogo» e commosso per essersi «ritrovato qui, glorificato mentre sono ancora in vita. Mi chiedo dov'è Caffarra, nostro amatissimo arcivescovo: vorrei ballare il valzer con lui in Piazza Maggiore, davanti a S. Petronio».