007 in allerta contro i terroristi "fai da te"


ROMA.Il rischio di una rappresaglia dopo l'uccisione di Osama bin Laden è alto in tutto l'Occidente e gli 007 sono in stato di massima allerta. Se può consolare, però, in questo momento l'Italia non è più esposta di altri paesi europei come Francia e Germania. E'questo il quadro tracciato dal capo dell'intelligence italiana, Gianni De Gennaro, ascoltato ieri a San Macuto dal Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti.
Ai commissari del Copasir De Gennaro ha confermato che allo stato non vi sono informazioni specifiche riguardanti obbiettivi italiani. Tuttavia il rischio di un'azione eclatante del terrorismo islamico è concreto. In particolare i timori riguardano i cosiddetti terroristi fai da te, una tipologia di criminali molto difficile da contrastare.
La vigilanza dunque è massima come massimo è lo scambio di informazioni con i servizi degli altri paesi: «Teniamo le antenne ben alzate», per dirla con le parole usate ieri dal premier Silvio Berlusconi. Sotto controllo ci sono gli ambienti radicali islamici e le attività di alcuni siti internet utilizzati dai seguaci di al Qaeda per la propaganda e il reclutamento di combattenti o per insegnare a costruire micidiali ordigni artigianali a bassissimo costo. A titolo preventivo, come da manuale, è stata poi intensificata la sorveglianza ai luoghi di culto, in particolare ad alcune chiese, alle ambasciate, nei porti, negli aeroporti, nelle metropolitane e in altri luoghi pubblici particolarmente affollati.
Il clima di allerta, come già accaduto dopo l'11 settembre del 2001, sta favorendo un fiorire di falsi allarmi bomba (ieri uno in Cassazione) mentre sul web si moltiplicano le «bufale»: come quella che sta invitando i milanesi a non prendere la metro per tutto il mese. «Scatenare psicosi è da irresponsabili specie se come in questo caso non abbiamo elementi. Era già successo con l'antrace», taglia corto uno 007 impegnato sul fronte dell'antiterrorismo.
Per ora i problemi più imminenti sono legati alla sicurezza negli spostamenti del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che giovedi e venerdi sarà a Roma per la riunione del gruppo di contatto sulla Libia e per un vertice alla Fao, e ovviamente di Barak Obama. Il presidente americano è atteso a Londra con la moglie Michelle dal 24 al 26 maggio. Una tre giorni ad altissimo rischio che ha indotto l'intelligence britannica a rivedere da cima a fondo tutte le procedure di sicurezza.

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Natalia Andreani