Bergodi è sulle tracce di Ulivieri

Cristiano Bergodi come Renzo Ulivieri? Secondo molti, tra i quali Leo Colucci, il parallelismo, fatte le dovute differenze, ci sta. Almeno a Modena comunque l'attuale mister gialloblù sembra proprio sulle orme di Ulivieri. E non solo perchè qui entrambi iniziarono tra lo scetticismo.
Appartengono a due generazioni diverse, divisi come sono da 23 anni, ma è opinione di molti che tra Ulivieri e Bergodi ci siano parecchie affinità. Sicuramente non nella parlata, toscana doc per l'uno, gajardamente romana per l'altro. Probabilmente neppure nel carattere, ma di certo nella personalità e nella filosofia calcistica a cui s'ispirano. Intesa come modo di lavorare e non necessariamente come moduli tattici.
ModenaImpossibile portare il confronto sul piano della carriere, visto che uno ha allenato per un trentennio e oggi fa il Presidente dell'Associazione degli Allenatori mentre l'altro è in panchina da poche stagioni. Molto più interessante è invece spostare il parallelismo sulle loro esperienze nel Modena.
Scommessa 1. Renzo Ulivieri, dopo avere allenato Perugia, Vicenza, Sampdoria e Cagliari, nel 1986 era stato fermato da una squalifica di tre anni per l'affare scommesse. Anche se poi riabilitato, quei tre anni lo avevano fatto uscire dal giro. La chiamata al Modena nel 1989 da parte di Francesco Farina rappresentava (ironia delle parole...) una vera scommessa giocata dal Presidente gialloblù. Scommessa ampiamente vinta per il Modena, promozione in B il primo anno, salvezza miracolosa il secondo, e grande rilancio per Ulivieri, in seguito tecnico di Vicenza, Bologna, Napoli, Cagliari, Parma, Torino, Padova e Reggina.
Scommessa 2. Quella giocata dal Modena targato Cpl, seguendo l' indicazione di Fausto Pari, su Cristiano Bergodi. Il suo curriculum contemplava due salvezze in C2 con Imolese e Sassuolo, una breve esperienza come secondo di Gregucci a Lecce e alcuni anni in Romania. Insomma, anche se là aveva guidato alcuni dei club più importanti, Steaua su tutti, e ottenuto buoni risultati, pure Bergodi era uscito dal giro del calcio italiano.
Da Nitti a Pasquato. Entrambi sono partiti con squadre gialloblù da costruire. Ulivieri rilanciò giocatori reduci da annate difficili, come Cuicchi, Presicci, Marsan, lanciò o rilanciò i Nitti, i Gasparini, i Bonaldi che con lui conobbero le annate migliori della carriera. Cambiò ruolo a Calonaci facendolo diventare un ottimo mediano da esterno che era sempre stato. Qui il parallelismo viene da sè, con i 9 gol di Pasquato, i 7 di Mazzarani, i 3 di Stanco, la crescita di Signori, il rilancio di Rullo, le recenti grandi prestazioni di Gozzi terzino. Tutto questo con una squadra che in luglio non aveva nemmeno il numero di giocatori per fare le partitelle.
Colucci. Leo li ha avuti entrambi e li vede cosi: «Ambedue molto meticolosi, con Ulivieri più pignolo su tutti i particolari. In questo faceva... soffrire anche Robi Baggio durante gli allenamenti. Pure Bergodi prepara scrupolosamente le partite, ma lascia più spazio alla creatività. Le squadre di entrambi puntano molto sul gioco, ma anche sulla concretezza. Credo che se il nostro mister continuerà su questa lunghezza d'onda farà molto bene. Basta vedere a dove siamo ora in rapporto ai pronostici degli esperti, che ci mettevano dietro l'ultima fila».

Claudio Romiti