Legacoop assume mille giovani


MODENA. Tra gli applausi malinconici per Roberto Vezzelli che lasciava il suo settennale mandato, e il caloroso benvenuto al suo successore, la XXII assemblea congressuale di Legacoop Modena si è conclusa senza colpi di scena: Lauro Lugli, presidente di Abitcoop, è stato eletto nuovo presidente dell'associazione.
In una platea colma di cooperatori nominato il nuovo presidente, a tempo parziale visto che Lugli manterrà la presidenza di Abitcoop. È Lauro Lugli, 56 anni, di Soliera, eletto a fine '95 vicepresidente del settore cooperative di produzione e lavoro di Legacoop. A fine 2005 diventa presidente di Abitcoop e oggi prende il testimone da Vezzelli. Alla vicepresidenza è confermato Milo Pacchioni. Non prima del saluto di Vezzelli, che lascia con un annuncio a sensazione: «un piano straordinario per l'inserimento di 1.000 giovani nel mondo del lavoro (500 per due anni) e un altro contro il lavoro nero e la sicurezza. Ma anche un piano per dimezzare i tempi della burocrazia. E ancora, dal punto di vista dell'innovazione, il decollo del parco tecnologico e lo sviluppo di Democenter in integrazione al centro innovazione di Reggio Emilia. È arrivato il momento di rompere gli indugi e di intervenire sui nodi strutturali».
Obiettivi comuni anche alle due centrali cooperative con le quali Legacoop ha, il 27 gennaio scorso, dato vita all'Alleanza delle cooperative italiane. Ad animare i lavori congressuali anche il presidente di Confcooperative Modena, Gaetano De Vinco, che afferma: «Questa nuova alleanza rappresenta una tappa fondamentale per rafforzare l'azione di rappresentanza delle nostre imprese, un'azione inoltre preceduta da anni di precedente cooperazione qui a Modena, si pensi a Unicapi o a Cir».
Presente anche Mauro Veronesi, presidente di Agci Modena e Reggio E., che interviene manifestando il suo auspicio «sul futuro - dice - di questa Alleanza, affinchè si rafforzi nei contenuti e negli obiettivi». Interviene anche il mondo istituzionale modenese, a partire da Emilio Sabattini, presidente dalle Provincia di Modena, che afferma: «Penso che il nostro territorio presenti opportunità che altri non hanno, è per questo che dobbiamo preservare la manifattura e spingere le imprese ad investire, perchè solo cosi sarà possibile creare occupazione». «Cooperare - gli fa eco Giorgio Pighi, sindaco di Modena - ha significato per questo territorio fondere il patrimonio umano, con quello economico». «A due anni dalla crisi - aggiunge Torreggiani - la tenuta delle coop è la testimonianza della validità di questa forma imprenditoriale, che rappresenta il 14% della forza lavoro e il 10% della ricchezza economica».
Tanti gli interventi: da Erio Luigi Munari, presidente Lapam, a Massimo Silingardi, presidente Confesercenti Modena, poi Cristiano Fini, presidente della Cia di Modena, Marco Gasparini vice presidente Cna Modena, oltre che Mauro Lusetti di Nordiconad e Massimo Ascari di Gulliver. Con una commozione non celata anche Pietro Ferrari, numero uno degli industriali modenesi che inietta una dose di ottimismo ai presenti dicendo che «nel 2010 abbiamo recuperato ciò che si era perso nel 2009, anche se il tema sindacale ci ha occupati tanto. In questi giorni ho incontrato il manager di un'azienda mirandolese che ci preoccupa e sembrano esserci margini di miglioramento».

Felicia Buonomo