Alberi killer, obbligatorio installare i guard-rail Ma non ci sono i fondi


Nessuno immagina, viaggiando in auto sulle vie più trafficate di Modena e provincia, che gli alberi sul ciglio siano killer in agguato, ovviamente fatte salve velocità, alcool e droghe spesso responsabili di micidiali incidenti. Ci pensa una sentenza della Corte di Cassazione a ricordare agli enti locali, responsabili della manutenzione stradale, la necessità di frapporre tra la carreggiata e gli alberi le necessarie protezioni. La sentenza - ha obbligato l'Anas a risarcire la famiglia di una vittima - è destinata a fare giurisprudenza, anche perché tutti gli avvocati ora la chiameranno in causa visto che fino ad ora l'obbligo di mantenere tra corsia e alberi almeno 6 metri valeva solo per le nuove infrastrutture. Ovviamente anche sulle nostre strade più trafficate di accesso al capoluogo qualcosa occorrerà fare, soprattutto per quanto riguarda la Vignolese e la strada Nazionale che collega Carpi al capoluogo, costeggiate. Ma ci sono anche altre vie sotto osservazione come qualche tratto della fondovalle Panaro, della provinciale 324 che attraversa il Frignano, della provinciale 468 che conduce a Frassinoro, quella tra Spilamberto e Castelnuovo e altre strade del crinale appenninico, oltre a via Loda da Castelfranco a San Cesario. Che si tratti di un problema grave è fuor di dubbio visto che la Vignolese è una di quelle con il maggior numero di incidenti lo scorso anno - 54 sinistri con 75 feriti - e che nel 2009 la strada ha falciato, tra morti e feriti quasi 2mila persone (12 i morti).
«Il problema riguarda tutte le provinciali - dice l'assessore provinciale Stefano Vaccari - ma la Cassazione ha detto anche dove prendere i soldi per intervenire? Stiamo scherzando, come potremo mettere i guard rail visto che quest'anno, causa mancanza di finanziamenti, abbiamo anche ridotto le modalità di riqualificazione dell'asfalto sui vari tratti nei 1030 km di strade provinciali. La situazioni sarà ingestibile. E' un paradosso, non abbiamo neppure soldi per i servizi sociali. E poi se tagliamo l'albero, ma lasciamo il ceppo presto saremo d'accapo, diversamente disfiamo le strade».
I politici sono fortemente preoccupati. «Se non fosse seria la prenderei un po' in ridere - spiega l'assessore alla viabilità del Comune Daniele Sitta - perchè davvero nel nostro paese può succedere di tutto. Ora probabilmente ci sarà bisogno di un intervento legislativo del Parlamento perché metà delle strade italiane risulteranno fuori legge. E poiché non credo segheremo via milioni di alberi, migliaia nella nostra provincia, dovremo mettere i guard rail che costano, dunque lo Stato dovrà trovare risorse. I costi saranno spaventosi e la sentenza ora pone il problema di individuarle in bilanci risicatissimi, anche se è fuor di dubbio che quando hai alberi di grossa dimensione il pericolo ci sia. Il problema riguarda ovviamente soprattutto la zona provinciale ed è un tema irrisolvibile che porterà via anni e appunto molti soldi. Rimarrà tutto lettera morta e forse rischierà la galera qualche dirigente comunale e provinciale».

Stefano Luppi