Rientrato subito il tentativo di rivolta al Cie

Tentativo di rivolta ieri pomeriggio al Cie di S.Anna dove una sessantina di persone si sono radunate in cortile per una protesta fatta di grifa e slogan oltre che di tentativi di danneggiamento della struttura.
Una situazione ad alto rischio he per un paio d'ore ha mobilitato le forze dell'ordine. I militari dell'esercito, oltre che poliziotti e carabinieri all'interno del Cie (Centro Identificazione ed Espulsione) hanno temuto che la rivolta potesse scappare di mano e dopo un giro di frenetiche telefonate è arrivato sul posto il questore Salvatore Margherito che si è aggiunto agli altri responsabili dei servizi e della gestione del centro per intavolare una trattativa.
Sono volate parole grosse.
Ad accendere la rivolta sono stati una ventina di clandestini, appena sbarcati e catturati sulle nostre coste.
Una volta portati a Modena hanno iniziato la protesta trovando facile esca negli altri quaranta ospiti del Cie in attesa di identificazione. «Libertà, libertà» è stato lo slogan che ha unito sia chi voleva rimpatriare subito a tutti i costi, sia chi cercava comunque una via d'uscita per fuggire tra i campi.
Alla fine, oltre alle spiegazioni di rito a chi pretendevano l'uscita immediata e l'impunità, è stato decisivo l'arrivo del Battaglione Mobile, schierato fuori dal Cie. Di fronte all'ipotesi di un'irruzione i rivoltosi si sono ritirati in buon ordine. In mezzo ai tafferugli c'è stata anche la protesta individuale di un tunisino che si è tagliuzzato le braccia con una lametta: a chi l'ha soccorso ha detto che non aveva tempo per aspettare i tempi burocratici del riconoscimento perchè voleva subito tornare a casa sua in Africa.
(s.c.)