Caso Unipol: processo per Paolo archiviazione per Silvio Berlusconi


MILANO.La procura di Milano ha chiesto il processo per Paolo Berlusconi (fratello del premier) per millantato credito, rivelazione di segreto d'ufficio e ricettazione. L'inchiesta, che si è chiusa, era quella relativa alla pubblicazione delle intercettazioni fra Piero Fassino (allora segretario dei Ds) e Giovanni Consorte (ai tempi ai vertici di Unipol), in cui Fassino diceva: «Allora abbiamo una banca?». La richiesta riguarda anche Fabrizio Favata, Roberto Raffaelli ed Eugenio Petessi. I pm chiedono invece di archiviare le accuse a carico di Silvio Berlusconi, che erano quelle di ricettazione e rivelazione di segreto d'ufficio. In sostanza il premier è stato indagato e «quasi» archiviato nel giro di 24 ore. In Pm, mentre lo indagavano, avevano già deciso di sollecitare l'archiviazione.
Fabrizio Favata è un ex socio in affari di Paolo Berlusconi; Roberto Raffaelli è amministratore delegato di R.c.s. (Research control system, società che veniva incaricata dalla procura di Milano di effettuare intercettazioni telefoniche) e Petessi è un manager in rapporti d'affari con Favata e Raffaelli. Al centro della vicenda c'è il 'passaggio di mano" dell'intercettazione nella quale, in merito alla scalata di Unipol a Bnl, Fassino chiede a Consorte: 'Abbiamo una banca"?
Secondo la ricostruzione fatta dal Pm Maurizio Romanelli, che ha condotto le indagini, Raffaelli avrebbe rivelato il contenuto della nota intercettazione ad altre due persone (anche per loro è stato chiesto il rinvio a giudizio), tra cui anche Favata. Queste, a loro volta, avrebbero rivelato la conversazione a Paolo Berlusconi che, ricevuto il nastro della telefonata su una 'pen drive", lo avrebbe girato al quotidiano 'Il Giornale" (che risulta essere di sua proprietà) che, in effetti, la pubblicò il 31 dicembre 2005.
E' stato lo stesso Favata a dire di aver consegnato e fatto ascoltare al premier la registrazione e di aver chiesto denaro al suo avvocato, Ghedini, minacciando altrimenti di rivelare il percorso dell'intercettazione. Favata è accusato anche di estorsione ai danni di Raffaelli. Gli inquirenti gli contestano di aver continuato a chiedere soldi a Raffaelli, minacciando di svelare all'autorità giudiziaria o alla stampa chi avesse dato a Silvio Berlusconi la comunicazione illecita di atti sottoposti a segreto.
Favata racconta l'incontro con il Cavaliere, ad Arcore, la vigilia di Natale del 2005. «Berlusconi - dice - era disteso su una poltrona e ci ha chiesto di fargli ascoltare quella cosa». Poi, esattamente nell'istante in cui il Cavaliere ha riconosciuto la voce di Fassino e ha capito il significato delle parole che aveva pronunciato a Consorte, «ha aperto improvvisamente gli occhi e ci ha detto: grazie, la mia famiglia vi sarà grata in eterno».

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Gigi Furini