«Eccomi qua», S. si presenta alla polizia

ROMA.Per tutti ormai è il 'giovane con la pala". Un semplice 'pischello", un «bravo ragazzo», dicono gli amici. Uno che, racconta un compagno delle elementari, ripeteva sempre: la polizia non mi fermerà mai per droga o altri eccessi ma solo perché voglio portare avanti la mia protesta, i miei sogni e i miei ideali». S.M., il liceale romano di 16 anni arrestato mercoledi dalla polizia con l'accusa di rapina aggravata nei confronti di un finanziere, quegli ideali li condivide con il padre, ex esponente romano di Autonomia Operaia (e non ex Br, come era emerso in un primo tempo) attivo negli anni Settanta ma secondo gli investigatori «non una figura di primo piano».
S. è stato uno dei protagonisti della giornata di martedi, se non altro dal punto di vista mediatico. Foto, tante foto, e filmati, lo ritraggono a volto coperto, prima mentre brandisce una pala, poi un manganello e un paio di manette sottratti ad un finanziere e, ancora, mentre lancia un bidone. Come documentano foto e video, era stato bloccato dalla polizia durante gli scontri: dopo l'identificazione, riferiscono alcuni suoi amici, era stato rimandato a casa, ma poi, in seguito al clamore suscitato, aveva deciso di mettersi a disposizione degli inquirenti, che gli hanno notificato il fermo e lo hanno portato in un centro di prima accoglienza. Sarebbe chiarito cosi il 'giallo" del doppio fermo: una circostanza anomala che l'altro ieri aveva fatto sospettare anche che il ragazzo fosse un infiltrato.
S., che oggi comparirà davanti al gip del tribunale dei minorenni per la convalida del fermo, è ritenuto tra i responsabili dell'aggressione ai danni del finanziere e della rapina delle manette e del manganello. Tra gli amici del liceale c'è Mario Miliucci, l'unico dei fermati rimasto agli arresti domiciliari. Anche il padre di Mario, Vincenzo Miliucci, è stato un leader storico dell'Autonomia Operaia romana negli anni Settanta. Alcuni amici di S. sostengono che il ragazzo ha già partecipato a diversi blitz e manifestazioni a Roma e appartiene al collettivo studentesco di estrema sinistra 'Senza Tregua", che però smentisce. «E' un bravo ragazzo - dicono i suoi ex compagni di scuola del liceo Caetani di Roma - si è trasferito da noi perché era stato bocciato al Mamiani. Ha frequentato fino all'anno scorso, poi l'hanno bocciato anche qui». Anche altri coetanei lo difendono: «Era una persona normalissima - ha aggiunto una ragazza -. Gli piaceva andare la domenica allo stadio. E' tifoso della Roma e non faceva parte di nessun gruppo ultrà».