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Ma oggi dove stanno di casa i veri cristiani?


Il giovane consigliere Pd Stefano Rimini pensa ad un’associazione di cattolici, per rivendicare una voce più pesante dell’anima cattolica cristiana all’interno del partito. Di contro Luca Ghelfi gli risponde che la casa naturale dei cattolici è il Pdl.
 Queste discussioni, tra l’altro corrette, si intrecciano con altre polemiche, ben più pesanti, tra il direttore di Famiglia Cristiana che accusa il premier di aver spaccato il mondo cattolico, di fare il dittatore e di non rispettare la Costituzione, ed i partiti al governo attraverso i loro giornali.
 Per secoli il mondo cattolico si è presentato in modo monolitico attraverso le parole dei papi e dei vescovi. Le voci dissenzienti in passato erano messe a tacere violentemente e oggi sono inascoltate ed emarginate. Questo mondo oggi si sta sgretolandosi - finalmente - anche per il comportamento immorale di uomini politici che si dicono cattolici e che perpetrano ladrocini organizzati sulle spalle dei più deboli; di uomini del governo collegati alle mafie; di devastatori dell’ambiente. E poi anche la Chiesa ha perso autorevolezza e credibilità: per troppi secoli si è alleata con i potenti di turno e ha taciuto per tutelare i propri interessi non sempre benedetti da Dio.
 A Modena chi si dice cattolico si riconosce in Giovanardi, in Ghelfi, in Manfredini della Lega o in Rimini e nella Maletti? In don Dino, chiamato il prete comunista, o in don Giorgio, prete lefevriano? O ancora in Bondi o in Famiglia Cristiana, in Berlusconi o nel cardinal Martini? In don Verzè o in padre Alex Zanotelli? Nell’assemblea dei Valdesi che costruiscono ospedali e fanno scuole con l’offerta dell’8 per mille o nel meeting di Comunione e Liberazione che invita Briatore ma non gli operai licenziati? La voce del cattolico è espressa da Radio Maria con i suoi mille microfoni che parlano contro il Concilio e la sinistra, contro i gay e i divorziati e propongono i messaggi di Medjugorje e i miracoli di padre Pio? O in Famiglia Cristiana o nella rivista dehoniana del Regno?
 I veri valori non negoziabili del cristiano sono impegnativi e pesanti: accoglienza, compassione, solidarietà, attenzione agli ultimi. E poi la giustizia, la pace e la salvaguardia del pianeta. D’ora in poi ognuno cammini con le sue gambe, se le ha ancora, e non usi il bastone per fare del crocefisso una bandiera o per menare botte all’avversario. E chi si dice cristiano usi pure le parole di Cristo, ben sapendo che non saranno facilmente accettate e che solo queste, non quelle di un cardinale, non sono mai negoziabili.
 Mi sembra di poter dire che sta finendo l’unità politica dei cattolici e dei cristiani. I credenti “autentici” sono senza nome e fortunatamente presenti in ogni schieramento. Solo dal frutto si conoscerà la bontà dell’albero.
 Il nome cristiano e cattolico non va mai più speso strumentalmente per fare aggregazioni politiche. Diamoci degli altri nomi. Se proprio alcuni vogliono far riferimento a Cristo lo facciano sottovoce ricordando le parole del Vangelo e sapendo che il profeta di Nazareth si è fatto uccidere per motivi che non sono certamente funzionali alla politica. Anche se forse è legittimo che i cristiani, almeno in questo tempo di transizione, continuino a riconoscersi per arricchire con la loro sensibilità le appartenenze politiche.
- Beppe Manni

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