01 settembre 2010 —
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sezione: Cronaca
Il giovane consigliere Pd Stefano Rimini pensa ad unassociazione di cattolici, per rivendicare una voce più pesante dellanima cattolica cristiana allinterno del partito. Di contro Luca Ghelfi gli risponde che la casa naturale dei cattolici è il Pdl.
Queste discussioni, tra laltro corrette, si intrecciano con altre polemiche, ben più pesanti, tra il direttore di Famiglia Cristiana che accusa il premier di aver spaccato il mondo cattolico, di fare il dittatore e di non rispettare la Costituzione, ed i partiti al governo attraverso i loro giornali.
Per secoli il mondo cattolico si è presentato in modo monolitico attraverso le parole dei papi e dei vescovi. Le voci dissenzienti in passato erano messe a tacere violentemente e oggi sono inascoltate ed emarginate. Questo mondo oggi si sta sgretolandosi - finalmente - anche per il comportamento immorale di uomini politici che si dicono cattolici e che perpetrano ladrocini organizzati sulle spalle dei più deboli; di uomini del governo collegati alle mafie; di devastatori dellambiente. E poi anche la Chiesa ha perso autorevolezza e credibilità: per troppi secoli si è alleata con i potenti di turno e ha taciuto per tutelare i propri interessi non sempre benedetti da Dio.
A Modena chi si dice cattolico si riconosce in Giovanardi, in Ghelfi, in Manfredini della Lega o in Rimini e nella Maletti? In don Dino, chiamato il prete comunista, o in don Giorgio, prete lefevriano? O ancora in Bondi o in Famiglia Cristiana, in Berlusconi o nel cardinal Martini? In don Verzè o in padre Alex Zanotelli? Nellassemblea dei Valdesi che costruiscono ospedali e fanno scuole con lofferta dell8 per mille o nel meeting di Comunione e Liberazione che invita Briatore ma non gli operai licenziati? La voce del cattolico è espressa da Radio Maria con i suoi mille microfoni che parlano contro il Concilio e la sinistra, contro i gay e i divorziati e propongono i messaggi di Medjugorje e i miracoli di padre Pio? O in Famiglia Cristiana o nella rivista dehoniana del Regno?
I veri valori non negoziabili del cristiano sono impegnativi e pesanti: accoglienza, compassione, solidarietà, attenzione agli ultimi. E poi la giustizia, la pace e la salvaguardia del pianeta. Dora in poi ognuno cammini con le sue gambe, se le ha ancora, e non usi il bastone per fare del crocefisso una bandiera o per menare botte allavversario. E chi si dice cristiano usi pure le parole di Cristo, ben sapendo che non saranno facilmente accettate e che solo queste, non quelle di un cardinale, non sono mai negoziabili.
Mi sembra di poter dire che sta finendo lunità politica dei cattolici e dei cristiani. I credenti autentici sono senza nome e fortunatamente presenti in ogni schieramento. Solo dal frutto si conoscerà la bontà dellalbero.
Il nome cristiano e cattolico non va mai più speso strumentalmente per fare aggregazioni politiche. Diamoci degli altri nomi. Se proprio alcuni vogliono far riferimento a Cristo lo facciano sottovoce ricordando le parole del Vangelo e sapendo che il profeta di Nazareth si è fatto uccidere per motivi che non sono certamente funzionali alla politica. Anche se forse è legittimo che i cristiani, almeno in questo tempo di transizione, continuino a riconoscersi per arricchire con la loro sensibilità le appartenenze politiche.
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Beppe Manni