Ladri nella cappella, salve le reliquie di padre Pio

S. GIOVANNI ROTONDO.Hanno cercato di rubare la teca in bronzo che contiene le reliquie di Padre Pio: qualche ciocca di capelli, una stoffa usata dal santo per asciugarsi il costato insanguinato, un paio di guanti. Un tesoro di fede custodito in un contenitore incastonato in un altare, nella piccola cappella dei Cappuccini nel cimitero di San Giovanni Rotondo: solo il vetro antisfondamento ha impedito il furto. «Gesto di inesperti attratti dalla teca, nessun sacrilegio» hanno commentato i frati.
Nell'ambiente di cinque metri per tre, che ospita una ventina di tombe di religiosi, i ladri hanno fatto irruzione domenica notte, dopo aver infranto una finestra e ferendosi, come dimostrano le tracce di sangue. Nel silenzio si sono accaniti con oggetti da taglio sul vetro che si è scheggiato, ma non si è rotto. Una resistenza che, alla fine, li ha convinti a desistere. Scarsi gli indizi su cui lavorano i carabinieri di Foggia per cercare di dare un volto ai responsabili: l'ipotesi del furto su commissione, con relique da piazzare sul mercato di fedeli disposti ad acquistare tutto ciò che odori della santità del frate di Pietrelcina fa il paio con quella dei criminali interessati al contenitore. La teca, però, non è d'oro, è solo bagnata nel metallo prezioso, e solo malviventi poco informati avrebbero potuto decidere di mettere a segno il colpo. Le stesse reliquie, del resto, non sono considerate, da fonti religiose, «di qualita»: le garze insanguinate con il sangue di padre Pio, per esempio, venivano sempre conservate dai fedeli quando il frate le mandava a lavare, e gliene venivano consegnate di nuove. La possibilità di un atto sacrilego, pertanto, tende a essere accantonata, cosi come quella di un atto vandalico. In attesa che gli investigatori trovino qualche traccia, i Cappuccini hanno messo al sicuro le reliquie. Il guardiano del convento, frate Carlo Laborde, le ha prelevate in tutta fretta, sotto scorta, e le ha collocate nella parte più inaccessibile del monastero, dietro una porta blindata. Nessun segno di effrazione è stato trovato nell'altra cappella del cimitero di San Giovanni Rotondo che ospita le tombe dei genitori, di un fratello e di altri familiari di san Pio, ma nessuna reliquia.