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Referendum boomerang: «Per piazza Matteotti meglio fare un sondaggio»

 Il possibile referendum sul futuro di piazza Matteotti, accolto in un primo tempo come una conquista, rischia di essere un boomerang per il comitato di residenti che si batte contro il progetto dell’architetto Botta che prevede alberatura ridotta e soprattutto il garage sotterraneo.
 Il motivo lo spiega Marco Ferraresi, a nome del comitato: “Estendere a tutti gli abitanti del Comune i quesiti, da un lato è sensato perché la piazza è di tutti, dall’altro pone un insuperabile ostacolo al raggiungimento del quorum (51% degli aventi diritto). Quale abitante di Collegara o di Villanova o di Cognento lascerà le sue occupazioni per portare la scheda all’urna? Anche se avranno avuto modo di farsi un’opinione in proposito, difficilmente potranno sacrificare il loro tempo prezioso per una vicenda che non li coinvolge se non a livello etico”.
 L’alternativa, però, esiste. “Meglio adottare l’altra possibilità prevista dal regolamento: la tecnica del sondaggio commissionato ad una società specializzata. Questa soluzione comporterebbe la controindicazione dei costi e la incognita del metodo di approccio alla popolazione che verrà in concreto adottato. Oppure, meglio restringere la consultazione ai modenesi che abitano entro il perimetro delle mura cittadine. Quest’ultima soluzione consentirebbe di ascoltare il “campione” più motivato dei diretti interessati e di contenere i costi di uno strumento di democrazia di assoluto valore, che è doveroso far funzionare in modo efficace. Sarebbe poi augurabile - aggiunge il portavoce del comitato dei residenti - che l’urna (o una delle urne), in quest’ultimo caso, venisse collocata in piazza Matteotti: ciò darebbe ai cittadini la concreta sensazione di incidere materialmente sul loro ambiente urbano”.
 Ferraresi spezza anche una lancia in favore delle minoranze “che si sono fatte portavoce di questa esigenza di democrazia diretta. Non è contraddittorio aver lamentato la mancanza di parcheggi a servizio del centro e aver voluto poi difendere il parco urbano di piazza Matteotti. E’ invece sensato dire che ci sono posti sbagliati per fare i parcheggi e che il più sbagliato di tutti è appunto piazza Matteotti: l’unico spazio verde accessibile alle famiglie del centro. E’ sensato dire - a nostro avviso - che i parcheggi a servizio del centro di Modena devono essere fuori dal centro, gratuiti, con servizio scambio auto- bicicletta, e ricavati senza riempire di cemento aree verdi pubbliche. E’ corretto dar atto che oggi piazza Matteotti non è più un luogo di spaccio proprio grazie all’asilo ed alla frequentazione delle famiglie. E’ realistico dire che il degrado della piazza è ormai solo dovuto all’incuria del Comune ed è lecito attendersi che, tramontata la follia della trasformazione in garage di questa importante piazza della città, si metterà finalmente mano al suo arredo ed alla sua illuminazione e che verrà finalmente valorizzarla come cuore verde del centro”.
 La speranza di bloccare il progetto - per evitare che piazza Matteotti diventi il “tetto di un garage” - è più forte ora, dopo il caso del campo Cesana e dello stop concesso dall’assessore Sitta - almeno fino a settembre, poi si riprenderà il confronto - al progetto di costruire sull’impianto sportivo della Sacca una sessantina di alloggi.
 “Vorremmo felicitarci con i cittadini del quartiere Sacca che sono riusciti a far ragionare Sitta sulla assurdità di trasformare in un palazzone un campo sportivo nato e pensato come luogo di incontro per gli abitanti del quartiere e proprio per questo collocato al centro del sistema degli edifici. Rendere vuoti e ostili - o addirittura sopprimere - i luoghi dell’incontro uccide l’anima della città” conclude Ferraresi.