Inter, è iniziata l'era Benitez

APPIANO GENTILE (Como).Far dimenticare Josè Mourinho sarà impossibile. Ma, sul piano dei risultati, il suo successore, Rafael Benitez, può addirittura fare meglio. Certo, prometterlo ai tifosi sarebbe da incoscienti e c'è da lasciarci le penne. Ma crederci nell'intimo, e sperarci un po', non è peccato. Per Benitez, spagnolo di Madrid, cinquantenne nuovo allenatore dell'Inter, l'obiettivo minimo sarà non fare rimpiangere lo Special One.
E alla sua prima apparizione ufficiale ad Appiano Gentile, con impeccabile completo grigio e cravatta sociale, il nuovo tecnico mostra subito la sua piacevole certezza di essere normale, di non voler a tutti i costi camminare un passo davanti a tutti nel calcio italiano. Ma l'aria da ‘uomo qualunque' di Benitez non deve ingannare. L'allenatore spagnolo ha avuto in sorte l'occasione unica - un'eredità pesante e insieme favolosa - di poter vincere con l'Inter in un solo anno addirittura il doppio del suo precedessore, sei ‘tituli' anziché il ‘triplete'.
Benitez questo lo sa e parte da qui: da una squadra che ha vinto tutto quello che poteva, che adesso è fortissima per mentalità e convinzione e può aumentare il bottino. E lui, senza alzare polvere nè fare proclami, non si tira indietro. Proseguire da dove Mourinho ha lasciato significa inseguire anche subito, ad agosto, due Supercoppe e poi, in inverno il Mondiale per club.
Accolto da un centinaio di tifosi festanti e altrettanti giornalisti di cinque nazionalità diverse, un tranquillo e sorridente Benitez spiega in tre lingue - spagnolo, inglese e italiano - che va cercando «vittorie e buon calcio». Con calma, senza rivoluzioni, precisando, visto che c'è tirato per i capelli da decine di domande, che se Mourinho non era un pirla, lui si ritiene almeno «intelligente». Ma i paragoni con il suo precedessore finiscono qui. «Penso che Mourinho sia un allenatore che ha fatto un grande lavoro qui, ma io sono un allenatore diverso, un allenatore cui piace vincere, cui piace giocare buon calcio se è possibile».
Ma che Inter si dovranno aspettare ora i tifosi? Benitez ci sta pensando, ancora non sa neanche se avrà Maicon, Milito (oggi è previsto l'assalto del Real, ma la punta dovrebbe restare in nerazzurro) o giocatori diversi, ma una cosa la sottolinea subito: anche per lui «la squadra è la cosa più importante. Se dovessimo giocare con lo stesso sistema possiamo farlo, è un sistema che mi piace, con cui ho giocato molte volte a Valencia e a Liverpool. Possiamo però giocare anche diversamente, con tre in mezzo al campo, vedremo, dipenderà dai giocatori che abbiamo». Però, aggiunge «credo che non sia molto intelligente cambiare tutto». Adesso Benitez si mette al lavoro, con Branca e Moratti parlerà subito di mercato. Poi c'è da fare il programma dei lavori: le due Supercoppe d'agosto saranno il primo banco di prova.