18 febbraio 2010 —
pagina 24
sezione: Provincia
In attesa dei test del Dna - oggi se ne saprà qualcosa - sul sangue trovato su indumenti e strofinaccio sequestrati a Catia Caliti, figlia della vittima e avvisata dalla procura come presunta autrice del parricidio, il procuratore aggiunto Lucia Musti ha fissato unaltra perizia. Un saggio grafico per accertare se la grafia della donna è la stessa che compare su un libretto a risparmio del padre.
Catia Caliti è stata convocata in procura. Dovrà presentarsi domani mattina alle 11 accompagnata dal suo legale, avv. Ricardo Pelliciardi. Ad attenderla, oltre ai magistrati inquirenti - col procuratore aggiunto sarà presente il pm Enrico Stefani - un perito grafico nominato dalla procura stessa. Si tratta della dottoressa Maria Barbara Conte di Bologna, grafologa, tra le più esperte consulenti giudiziarie, conosciuta ed apprezzata a livello europeo. Toccherà a lei esaminare e comparare la grafia di Catia Caliti con la grafia con la quale sono state annotate numerose operazioni sul libretto a risparmio acceso alla Coop di Carpi dalla vittima. Secondo i magistrati, la calligrafia potrebbe essere la stessa. Il libretto presenta, infatti, una serie doperazioni effettuate con una macchina meccanografica, quella della banca, poi ad un certo punto le operazioni sono state tutte registrate a mano con una penna biro. Uno scarabocchio sempre uguale e illeggibile è nello spazio riservato allimpiegato che ha effettuato loperazione. In sostanza, ad avviso dellaccusa che le ha recapitato un avviso di garanzia per omicidio, Catia Caliti, alla quale il padre aveva prestato soldi con promessa di una restituzione, avrebbe falsificato le operazioni di versamento sul libretto della Coop, in modo da far vedere al genitore di avergli saldato le somme ricevute, 12mila euro. In realtà su quel libretto vi erano solo 53 euro.
Ma andiamo con ordine nel ricostruire questo passaggio investigativo che già da domani mattina, se lipotesi della procura troverà conferme nel saggio grafico, potrebbe ulteriormente aggravare la posizione della donna dando al delitto anche un movente. Laccusa ipotizzata dai magistrati è, infatti, quella che riconduce ai libretti di risparmio dellanziano - oltre a quello della Coop, un altro acceso ad Unipol Banca - che la figlia, in possesso di una delega del padre, avrebbe prosciugato. Quando Guido Caliti se nè accorto e si è arrabbiato, la figlia potrebbe averlo ucciso.
La vittima si sarebbe accorta dellinganno allinizio della scorsa settimana, pochi giorni prima di venire ucciso. Al nipote Filippo - figlio 26enne del primo matrimonio di Catia Caliti - il nonno aveva chiesto di andare a prelevargli una certa cifra e per questo gli aveva consegnato il libretto della Coop. Il giovane rientrato aveva spiegato che il prelievo richiesto non era possibile in quanto sul libretto stesso vi erano solo 53 euro. E stato in quel momento che Guido Caliti deve aver intuito cosa era successo: la figlia lo aveva imbrogliato. E forse per chiedere spiegazioni a Catia, si era infilato nella tasca della giacca il libretto quando, giovedì scorso, la figlia lo aveva accompagnato a fare la spesa e riaccompagnato a casa. E in tasca alla vittima è stato ritrovato.
Intanto oggi potrebbe essere restituito a Catia Caliti e al suo compagno, Gino Marri, il loro appartamento che era stato messo sotto sequestro giudiziario. Qui la polizia scientifica, nella cesta degli indumenti sporchi, ha trovato lo strofinaccio e il camice da commessa della donna con tracce di sangue.