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La Lar non chiuderà Tutti i 56 operai in cassa integrazione

 FORMIGINE. Inizia con una speranza il nuovo anno per i 56 addetti dalla Lar, azienda di Formigine specializzata nella trasformazione di resine termoplastiche. Ieri mattina, infatti, è stato raggiunto l’accordo: cassa integrazione straordinaria per 12 mesi.
 L’intesa è stata raggiunta ieri mattina presso la sede della Provincia tra la proprietà aziendale e i sindacati e prevede, oltre l’attivazione dell’ammortizzazione sociale, anche un’integrazione salariale da parte dell’azienda pari a 300 euro mensili. Contemporaneamente, inoltre, sarà aperta una procedura di mobilità volontaria, oltre che incentivi all’esodo pari a 6 mila euro lordi. La soddisfazione dei sindacati è palpabile, così come quella dei lavoratori che proprio ieri hanno approvato l’accordo in assemblea dei lavoratori.
 «Siamo riusciti - commentano Maria Luisa Toschi della Femca/Cisl e Giorgio Benincasa della Filtcem/Cgil - a chiudere bene una vertenza molto difficile, utilizzando tutti gli strumenti necessari a tutela dell’occupazione e ottenendo dalla proprietà l’impegno a fare il possibile per proseguire l’attività. L’azienda riaprirà l’11 gennaio e nel 2010 cercherà, sia pure con una produzione inizialmente ridotta, di mettere sul mercato nuovi prodotti. Nel frattempo ai lavoratori saranno offerte attività di formazione e orientamento finalizzate sia alla loro riqualificazione professionale in Lar che ad un’eventuale ricollocazione in altre imprese. A settembre faremo il punto della situazione, anche se con l’azienda ci parleremo mensilmente per monitorare l’andamento generale».
 La vertenza ha inizio i primi giorni del novembre scorso. Dopo la drammatica iniziativa di protesta dei lavoratori della Sitcar, saliti sul tetto dell’azienda per reclamare il proprio diritto al lavoro, anche i 56 lavoratori della Lar si sono trovati nella condizione di perdere il posto di lavor dopo l’annuncio da parte dell’azienda di cessare le attività. Ai tempi i lavoratori lamentavano la scarsa attenzione da parte della direzione aziendale al tema degli investimenti, che ha portato a forti ridimensionamenti e ha favorito un progressivo processo di regressione. Dopo già 39 mesi di cassa integrazione ordinaria, infatti, i lavoratori si sono improvvisamente trovati di fronte al pericolo licenziamento e l’indisponibilità dell’azienda a ragionare in termini di ammortizzatori sociali.
 Ma oggi il lieto fine che, quanto meno, riuscirà a supportare i lavoratori dal punto di vista economico, oltre che garantigli un’adeguata formazione professionale. I rappresentanti dei sindacati Cisl e Cgil, quindi, ringraziano «per la positiva conclusione della verteza l’amministrazione comunale di Formigine, che è stata sin dall’inizio solidale con le maestranze della Lar colpite dalla minaccia di perdere il posto di lavoro».
- Felicia Buonomo