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Panchine per 50mila euro e la lite su Botta


 E dire che era anche iniziato nel migliore dei modi. Puntuale, con all’ordine del giorno un tema caro a Modena, le piste ciclabili e la sicurezza dei ciclisti e degli utenti deboli della strada. Poi, come spesso è successo in questo periodo, le bucce di banana sulle quali scivolare con toni accesi sono state numerose lungo il percorso che ha portato alla trattazione delle interrogazioni più varie, da piazzetta San Giacomo - record omologato per una panchina, interpellanza di quasi 40 minuti di trattazione legati all’installazione di una di queste - alle piazze di Botta fino al puntello della pista ciclo-pedonabile sulla tangenziale Est della città. Leit motiv della seduta il burrascoso scambio di parole tra la Lega Nord e l’assessore Sitta, unico protagonista di giornata chiamato a rispondere a sei interrogazioni consecutive, della serie “e non si lamenti qualcuno se a Modena i problemi passano da Sitta”. Nessuna gelosia da parte dei colleghi di giunta, solo un supporto da Marino intervenuto sull’immancabile tema della sicurezza, ma piuttosto un sindaco Pighi presente come non mai nella fase di trattazione di interrogazioni, pronto a “mettere i puntini sulle i” per puntellare la sedia della presidente Caterina Liotti, ieri più che mai titubante e letteralmente travolta dagli eventi. Così, in attesa che finalmente le sedute del consiglio vengano rese ancora più pubbliche attraverso la messa in onda sul web, non resta che la fredda cronaca di un pomeriggio con molto fumo e poco arrosto.
 Fumo nero e piuttosto denso soprattutto quando è stato il turno delle piazze di Botta che hanno dato il “la” allo scontro Sitta-Lega. L’assessore ha risposto all’interrogazione di Sandro Bellei su tempi e modi dei progetti dell’architetto Botta: «Si comincia da piazza Matteotti - ha ribadito ancora una volta Sitta - Completata questa, toccherà a piazza Mazzini e poi a piazza Roma, che non verrà toccata fino a quando non ci sarà il parcheggio del Novi Sad». Fino a qui nessuna novità. «Botta ha fatto una figuraccia», ha detto Bellei in merito alle revisioni del progetto. «Ma i progetti in questione sono due, e non tre come dice Bellei», irrompe Sitta. All’esclamazione «stia calmo» che Bellei gli rivolge, l’assessore tracima inonando il consigliere leghista Nicola Rossi colpevole, pochi minuti prima, di avere definito “gita” il viaggio a Lugano di Sitta per definire il progetto piazze: «Gita? Lei è un maleducato - tuona Sitta - e manca di rispetto a chi lavora e a tutto il consiglio comunale. E’ intollerabile». In tutto questo sono stati vani i tentativi della presidente Liotti di far tornare la calma, nemmeno il suono della campanella è servito. La parola torna a Bellei: perché, dal momento che aveva già esaurito i suoi interventi? «Per fatto personale», dice il diretto interessato. «E quale sarebbe?», chiede la Liotti. «Il tono dell’assessore Sitta». Se anche il tono è “fatto personale”, allora il consiglio non inizierebbe nemmeno. Liotti soprassiede, il sindaco no: «Fatto personale - irrompe Pighi - è una questione da chiarire e rivolgerò una istanza alla commissione garanzia: altrimenti questo si trasforma in una modalità per intervenire quando le proprie opportunità sono già state consumate».
 Tregua armata tra Lega e Sitta, in mezzo ci si mette Olga Vecchi del Pdl che ritiene «inutile e dannoso» chiedere soldi in questo momento per il trasporto pubblico e si preoccupa se un autobus dovrà passare davanti all’Accademia. «Peccato - precisa Sitta - che oggi ce ne passino già due». Di stuzzicata in inforcata, Pighi riprende la parola: «Il clima si rasserena se si evitano anche espressioni come lucida follia», riferito ad un commento del Pdl sui lavori della giunta.
 Sul banco degli imputati finisce una panchina che qualcuno vuole e qualcun’altro no in piazzetta San Giacomo: «Lo scenario non è quello descritto da Bellei - spiega Sitta - dove c’è gente che si lava nella vicina fontana e tossici che buttano siringhe. Ci sono giovani che schiamazzano, e il problema non si risolve togliendo le panchine». «Quelle panchine - interviene Marino - sulle quali il Comune investe ogni anno 50mila euro». Troppi? Forse. Ma qualcuno li pagherebbe per rivedere il battibecco conclusivo tra Sitta e Bellei a suon di «architetto leghista», sulle consulenze di Bellei, e «geometra», riferito a Sitta. Noi aspettiamo la tv.
- Davide Berti

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