martedì 09.02.2010 ore 20.14

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Modena vista e giudicata in un libro da trenta cittadini extracomunitari

 Modena è una città tranquilla, vivibile, a misura d’uomo con uno straordinario patrimonio artistico, culturale ed ecologico, dove i servizi funzionano. Questo il ritratto della città che emerge da 30 inedite e sorprendenti interviste rilasciate da stranieri, modenesi d’adozione da svariati anni e pubblicate nell’accattivante e curioso volume “Modena extra...ordinaria”. Un testo pubblicato dall’editore Elis Colombini e presentato sabato scorso alla Casa delle Culture, presieduta da Valter Reggiani, alla presenza della curatrice Paola Ghinelli e del fotografo Enrico Maria Bertani. Le brevi ma illuminanti interviste sono tante fotografie istantanee della città vista con l’occhio di neomodenesi extracomunitari che si accingono ad acquisire la cittadinanza o che l’hanno già conseguita: cittadini in pectore di varia provenienza, in particolare dall’Africa e dall’Europa orientale che hanno scelto Modena come residenza definitiva per motivi di lavoro, per ricongiungimenti famigliari o per motivi di studio. A Modena sono definiti ottimi i servizi pubblici e sono assai apprezzate le tante iniziative culturali, teatrali, musicali o di semplice intrattenimento. I modenesi a loro volta, vengono definiti padroni di casa diffidenti, individualisti, dediti al lavoro e chiusi con gli stranieri sulle prime, capaci però in seguito di instaurare rapporti calorosi: «Un processo che scatta non appena interviene la conoscenza diretta tra le persone», sottolinea Valter Reggiani, presidente della Casa delle Culture. Sorprendente l’amore che i vari “intervistati speciali” hanno espresso per Modena città d’arte: in primis il Duomo, i musei, i teatri e i numerosi parchi cittadini. Insomma Modena rispetto a Verona, Milano, Bologna e Roma è una città più vivibile, più alla mano: meno alienante rispetto alle grandi metropoli italiane e mondiali. Un pregio, ma anche un difetto dal momento che troppi riconoscono che nella provinciale Modena “tutti sanno tutto di tutti”. Tanti però ritengono che la crisi economica abbia inasprito la diffidenza dei modenesi verso tutti gli stranieri che da anni hanno la percezione di una minore sicurezza per l’aumento di episodi di microcriminalità. Infine il senegalese Adama Cissokho, distributore sottopagato di volantini, conclude amaro ma saggio: «Abbiamo diritto ad essere trattati come esseri umani: saremmo più felici in una città che ci dà gioia di vivere rispettando le leggi del paese di accoglienza: sta a noi dimostrare che l’immigrazione non significa delinquenza o criminalità ma lavoro; siamo qui e dobbiamo giocare questa partita». (giulia manzini)

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