la Gazzetta di Modena — 03 novembre 2009
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sezione: AGENDA E LETTERE
Modena è una città tranquilla, vivibile, a misura duomo con uno straordinario patrimonio artistico, culturale ed ecologico, dove i servizi funzionano. Questo il ritratto della città che emerge da 30 inedite e sorprendenti interviste rilasciate da stranieri, modenesi dadozione da svariati anni e pubblicate nellaccattivante e curioso volume Modena extra...ordinaria. Un testo pubblicato dalleditore Elis Colombini e presentato sabato scorso alla Casa delle Culture, presieduta da Valter Reggiani, alla presenza della curatrice Paola Ghinelli e del fotografo Enrico Maria Bertani. Le brevi ma illuminanti interviste sono tante fotografie istantanee della città vista con locchio di neomodenesi extracomunitari che si accingono ad acquisire la cittadinanza o che lhanno già conseguita: cittadini in pectore di varia provenienza, in particolare dallAfrica e dallEuropa orientale che hanno scelto Modena come residenza definitiva per motivi di lavoro, per ricongiungimenti famigliari o per motivi di studio. A Modena sono definiti ottimi i servizi pubblici e sono assai apprezzate le tante iniziative culturali, teatrali, musicali o di semplice intrattenimento. I modenesi a loro volta, vengono definiti padroni di casa diffidenti, individualisti, dediti al lavoro e chiusi con gli stranieri sulle prime, capaci però in seguito di instaurare rapporti calorosi: «Un processo che scatta non appena interviene la conoscenza diretta tra le persone», sottolinea Valter Reggiani, presidente della Casa delle Culture. Sorprendente lamore che i vari intervistati speciali hanno espresso per Modena città darte: in primis il Duomo, i musei, i teatri e i numerosi parchi cittadini. Insomma Modena rispetto a Verona, Milano, Bologna e Roma è una città più vivibile, più alla mano: meno alienante rispetto alle grandi metropoli italiane e mondiali. Un pregio, ma anche un difetto dal momento che troppi riconoscono che nella provinciale Modena tutti sanno tutto di tutti. Tanti però ritengono che la crisi economica abbia inasprito la diffidenza dei modenesi verso tutti gli stranieri che da anni hanno la percezione di una minore sicurezza per laumento di episodi di microcriminalità. Infine il senegalese Adama Cissokho, distributore sottopagato di volantini, conclude amaro ma saggio: «Abbiamo diritto ad essere trattati come esseri umani: saremmo più felici in una città che ci dà gioia di vivere rispettando le leggi del paese di accoglienza: sta a noi dimostrare che limmigrazione non significa delinquenza o criminalità ma lavoro; siamo qui e dobbiamo giocare questa partita». (giulia manzini)