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Piazza Matteotti, i residenti contro Sitta e Botta

 «Voglio vedere come farà l’assessore Sitta - dice il portavoce del comitato per piazza Matteotti Marco Ferraresi - ad aggirare il vincolo urbanistico sulla nostra piazza che non permette di costruire alcuna struttura». I residenti del centro storico non apprezzano il progetto Botta da realizzarsi entro il 2012, nonostante il Comune - che due giorni fa ha dato il via libera all’archistar - ora parli di 150 posti invece di 200 al parcheggio sotterraneo.
All’avvocato Ferraresi non piace per niente il progetto per la piazza dove risiede (ha anche aperto il sito www.piazzamatteotti.org) - sostanzialmente una divisione dei 5mila metri quadri totali in due parti lasciate a verde e minerale con l’inserimento di un velo d’acqua e in un angolo di una leggera struttura per attività commerciali - e ancor meno apprezza quello del garage sotterraneo che l’amministrazione vincola alla riqualificazione di superficie. «Il parcheggio in centro - continua Ferraresi - è un errore e poi 200 posti per i residenti sono troppi. Sitta ora parla di 150? Sono tanti lo stesso perché credo ne servirebbero 90 o anche meno per chi vive qui. Inoltre non apprezziamo che la nostra piazza divenga sostanzialmente il tetto di questo parcheggio, si tratta di scelte illogiche».
 Marco Ferraresi dice che la ragione dei posti auto - dalla giunta voluti anche con motivazioni economiche visti i molti denari pubblici che occorreranno per le piazze Matteotti, Mazzini e Roma affidate a uno dei maggiori architetti del mondo - sarebbe un’altra: «Il vero motivo del parcheggio - continua - è nella necessità di fare lavorare alcuni muratori, mentre se la piazza dovesse essere riqualificata come dicono Botta e il Comune ci troveremmo davanti a un deserto come avviene in luoghi che ho visto ad Ancona e Verona. Le piazze sono luoghi per le persone mentre sarebbero tolti gli alberi e le panchine». Giovedì nello studio di Lugano Botta e Sitta hanno discusso sui tempi di realizzazione della riqualificazione che non riuscì in precedenza all’architetto del principe Carlo d’Inghilterra Leon Krier: 2-3 mesi, dice l’amministrazione, per il progetto definitivo, cui seguirà l’esecutivo e il bando per il cantiere successivo.
 Il vincolo statale è anche al centro delle riflessioni delle associazioni di tutela: «Ci chiediamo - dicono alcuni iscritti di Italia Nostra - come sia possibile realizzare un progetto che modifica una piazza vincolata dall’ex soprintendente Garzillo alcuni anni fa. Il vincolo ha un valore e “fotografa” la piazza attuale, ma le idee di Botta con il rialzo e il resto modificano enormemente la situazione, per cui siamo fiduciosi che la soprintendenza quando sarà il momento boccerà il progetto voluto dall’assessore Sitta». (stefano luppi)

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