11 ottobre 2009 —
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sezione: Cronaca
Il Comitato per Piazza Matteotti si schiera con Italia Nostra e condivide la lettera indirizzata al Consiglio Comunale. «La Legge regionale dell Emilia Romagna n? 20 del 2000 - esordisce - detta i principi generali di pianificazione territoriale e urbanistica e allart. 2 prescrive che essa si uniformi agli obiettivi generali di... promuovere il miglioramento della qualità ambientale,architettonica e sociale del territorio urbano, attraverso interventi di riqualificazione del tessuto esistente; prevedere il consumo del territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione».
«Sembra che Modena Futura dellassessore Sitta vada in direzione opposta - prosegue la nota - prevedendo uno sviluppo urbano che consuma ampie aree di territorio (invece di riqualificare lesistente) in assenza di un incremento di popolazione e di sviluppo industriale che lo motivi. Lamministrazione, espressione del medesimo elettorato che sostiene la maggioranza che ha approvato la Legge Regionale 20/2000, lo segue compatta. Il sindaco, anzi, ha rivendicato al Comune la paternità di un meccanismo che assicura allamministrazione vantaggi proporzionali alle cubature edilizie realizzate dai privati. E questo meccanismo che spiega lorientamento politico: più costruiamo, più soldi-benefici ne traiamo tutti. Anche i progetti edilizi in Piazza Matteotti si spiegano così: un parcheggio per residenti da 200 posti auto, come quello annunciato da Sitta, è almeno doppio rispetto alle esigenze dei residenti, ma più cubatura dà più denaro al Comune: questa diventa allora lesigenza prioritaria. Si capisce allora anche la ragione per cui nella polemica di questi giorni, Sitta è stato paragonato a Berlusconi: per entrambi edilizia e motore economico sono sinonimi. Si capisce così perché Italia Nostra sia diventato il primo avversario politico del Comune: se non cè differenza di ideali tra i diversi schieramenti politici ed i principi contenuti nelle leggi regionali vengono ignorati da chi li ha enunciati, i fautori di una economia a servizio della qualità della vita (e non della produzione di denaro a spese delluomo) devono trovarsi altri alfieri».