Alla scoperta della Linea Gotica


di Maurizio Forte
FANANO.Uomini in guerra sulla linea gotica è il progetto che Massimo Turchi, con l'associazione fananese Vecchia Filanda, che presto si trasformerà in associazione Linea Gotica, sta portando avanti con l'intento di indagare sul cambiamento interiore delle persone quando queste si trovano in guerra. Il suo gruppo, composto da una decina di persone presenta episodi, nei luoghi in cui questi sono accaduti, rivolti specialmente alle scuole, ma anche agli adulti, in cui 3 o 4 personaggi e una guida si relazionano con il pubblico.
Segue poi, da un punto panoramico, il racconto della battaglia o dell'evento. L'iniziativa storica ha suscitato davvero un grande interesse tra i turisti.
«Siamo interpreti, rievocatori storici, non siamo attori - sottolinea Turchi- Tutto parte da una ricerca infinita fatta di interviste ne abbiamo fatte più di 200 e di analisi della documentazione esistente: non c'è nulla di romanzato, è tutto realmente accaduto. Armi e divise sono fornite da collezionisti».
«I ragazzi - prosegue Turchi - hanno bisogno di una lezione precedente la gita, che è un pò storica e un pò psicologica». Obiettivo del progetto è sia cercare di riportare alla luce la verità storica («E' necessario fare certezza storica», sottolinea Turchi), sia indagare sulle biografie dei personaggi, e su come la guerra ha cambiato le persone e le comunità locali.
Dunque una grande attenzione al territorio, anche in chiave di rilancio e sviluppo. L'iniziativa, sorta a seguito di un convegno cui hanno partecipato reduci di tutte e tre le parti in conflitto (americani, tedeschi e partigiani), «è nata a Fanano - precisa Turchi - ma abbiamo creato una rete di relazioni con tanti ricercatori e appassionati. C'è una grande preparazione dietro agli episodi non possiamo scadere nella banalità e abbiamo rispetto delle reazioni delle persone».
«Tra scuole ed altre iniziative ogni anno proponiamo 18-20 episodi sparsi un pò dappertutto. Ad ogni iniziativa partecipano una cinquantina di persone. Le difficoltà? Reperire le risorse. Abbiamo contributi dalle scuole, oppure finanziamenti a livello europeo, o dai comuni, dalle comunità montane. Ma i costi più alti sono quelli dei pullman per portare i ragazzi nei luoghi. Non possiamo portare la Linea Gotica a Bologna».
Il Futuro? «Stiamo collaborando al progetto europeo Seme - incalza Turchi - che sta per Sharing European Memories. Il progetto prevede un lavoro su temi locali. Ci stanno lavorando 5 scuole di 4 paesi europei, Inghilterra, Norvegia, Polonia e Spagna, oltre a noi, che ci stiamo occupando della biografia di 4 soldati. Il progetto, della durata di due anni, prevede l'apertura del sito sharingmemories.eu».
«Quest'anno abbiamo avuto scuole da Modena, Bologna e Reggio, ma anche da Firenze, Mestre e Como. Questo modo di fare storia è molto efficace ci dicono gli insegnanti, e nei ragazzi c'è grande interesse - prosegue Turchi - L'idea di un parco sulla Linea Gotica dovrà nascere dal basso. Il significato? Lo sviluppo territoriale di questa zona di Appennino passa anche dal puntare e dal saper vendere la propria storia.