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Assalto dei Cobas, aggredito Rinaldini (Fiom)


 TORINO. Strattonato e spinto giù dal palco. Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, reggiano tosto con fama di duro, un’aggressione così non se l’aspettava. Una ventina di aderenti ai Cobas ha assalito il palco, allestito su un camioncino davanti al Lingotto, interrompendo il comizio di chiusura della manifestazione dei metalmeccanici, fino a quel momento pacifica e tranquilla. Rinaldini non si è perso d’animo e ha concluso l’intervento mentre attorno entravano in contatto i militanti sindacali e i contestatori, tutti napoletani.
 Eppure la giornata di ieri avrebbe meritato ben altro epilogo. Perché la manifestazione nazionale del gruppo Fiat promossa da Fiom-Fim-Uilm e Fismic è stata un vero successo. Quindicimila lavoratori provenienti dal Nord e dal Sud, da tutti gli stabilimenti della Fiat e dell’indotto si sono dati appuntamento a Torino per chiedere il raddoppio del periodo di cassa integrazione e l’estensione degli ammortizzatori sociali ai precari. Ma, soprattutto, per sollecitare Marchionne a mettere finalmente le carte in tavola: «Nessuno stabilimento deve essere chiuso, nessun posto di lavoro deve essere perso», è stata la parola d’ordine.
 L’aggressione a Rinaldini è avvenuta quando il segretario Fiom stava iniziando il comizio. Un gruppetto di aderenti allo Slai-Cobas ha attaccato il palco dopo essere entrato in piazza usando come ariete un’auto con gli altoparlanti a tutto volume. Rinaldini è stato spinto alle spalle ed è caduto dal palco. Aiutato a risalire ha reagito con molta energia. Il segretario della Fiom torinese Airaudo è stato uno dei più energici nella difesa del suo leader mentre la piazza gridava unità-unità e applaudiva i sindacalisti. Il segretario della Uilm di Torino Maurizio Peverati è stato colpito da una cinghiata. Rinaldini ha ripreso a parlare e ha chiuso il suo intervento assicurando i lavoratori «che nessuno potrà dividerci». Finita la manifestazione il gruppetto Slai-Cobas ha occupato il palco davanti a una piazza che si svuotava rapidamente. E’ stato evidente che l’azione di disturbo e l’aggressione è stata pianificata da un gruppo molto violento anche contro i lavoratori che li hanno contestati e isolati. «Qualche anno fa il nostro servizio d’ordine li avrebbe conciati per le feste», è stato il commento amaro di un pensionato delle Presse.
 Rinaldini ha lasciato l’area del Lingotto tra applausi e urla di incoraggiamento dei lavoratori che tornavano ai pullman. «E’ stato un fatto grave - ha detto poco dopo - che non deve oscurare la grande prova di unità e combattività che hanno dato i lavoratori della Fiat». Prima di lui avevano parlato Roberto Di Maulo segretario della Fismic («Basta con gli annunci di Berlusconi, è ora di passare ai fatti»), Eros Panitali della Uilm e il segretario della Fim Cisl Farina, contestato dai Cobas arrivati in piazza in quel momento. Solidarietà a Rinaldini è giunta da Raffaele Bonanni (Cisl), Cesare Damiano del Pd, Paolo Ferrero segretario Prc, Claudio Fava e Nichi Vendola di Sinistra e Libertà, Chiamparino sindaco di Torino e Mercedes Bresso presidente del Piemonte: per tutti, questi episodi indeboliscono il sindacato e fanno il gioco della controparte. Per la Fiom di Napoli i contestatori sono un’esigua minoranza e hanno danneggiato i lavoratori. Per il centro destra la colpa è di chi «soffia sul fuoco».
 La manifestazione è stata comunque un successo e consentirà al sindacato di chiedere con maggior forza al governo di non voltare la testa dall’altra parte sulla vicenda Fiat. Fiom-Fim-Uilm e Fismic hanno proclamato lo stato di agitazione, deciso il blocco del lavoro straordinario negli stabilimenti e confermato un’imminente giornata di mobilitazione europea. La Cgil nazionale è soddisfatta per la riuscita della manifestazione torinese e ha condannato fermamente «ogni forma di violenza».
- dall’inviato Vindice Lecis