la Gazzetta di Modena — 28 marzo 2009
pagina 21
sezione: CRONACA
Rapporto con i propri genitori e difficoltà scolastiche: sono queste le principali cause di disagio tra gli adolescenti modenesi. A dirlo sono i risultati della ricerca intitolata Osservatorio adolescenti, che negli ultimi due anni ha analizzato i dati emersi dai ventotto sportelli dascolto presenti nelle scuole superiori modenesi. La ricerca, promossa dalla Provincia di Modena in collaborazione con lUniversità di Modena e Reggio Emilia, ha preso in considerazione le segnalazioni di 471 studenti delle scuole superiori, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, che tra marzo e giugno del 2008 si sono rivolti agli sportelli dascolto presenti nelle scuole, per parlare dei propri problemi, disagi o semplicemente per confrontarsi, con unequipe di psicologi dellazienda Usl, che ha aderito a questo progetto, che si pone lobiettivo di analizzare e comprendere i motivi del disagio dei giovani modenesi. Sono soprattutto le donne a rivolgersi a questi sportelli (63%) e nella maggior parte dei casi hanno tra i 14 e i 16 anni. Oltre a rapporto con i genitori e le problematiche scolastiche, crea disagio anche il rapporto con le proprie emozioni, con i coetanei e con laltro sesso. E le richieste di confronto e di aiuto aumentano di anno in anno, segno che gli adolescenti hanno voglia di confrontarsi e di essere sostenuti: nellanno scolastico 2005-2006 gli accessi erano stati 393, lanno successivo 447, mentre nel primo semestre del 2008 ben 471. Gli sportelli sono a libero accesso, e le segnalazioni rimangono assolutamente anonime, almeno che dopo gli incontri con gli psicologi non prenda il via un percorso sanitario, che per i minorenni, richiederebbe lautorizzazione. Tra gli altri dati emersi sembra che la scelta di chiedere aiuto sia molto ponderata, considerando che il 70% dei ragazzi ha chiesto consulenza solo dopo alcuni mesi dalla manifestazione del problema. La maggior parte di loro inoltre non ha mai messo in atto un tentativo di soluzione da solo, ma dopo i colloqui si dice molto soddisfatto, anche se un solo colloquio non è stato sufficiente. Gli incontri si possono avere in orario scolastico, tutti gli insegnanti sono a conoscenza di questa opportunità, e qualora gli alunni chiedessero di avere un incontro con lo psicologo di turno quel giorno, i docenti gli daranno la possibilità di assentarsi momentaneamente dalla lezione. «Cercare di capire i problemi dei giovani significa cercare di dar loro una risposta positiva e costruire delle politiche che affrontino alla radice le cause di un malessere che non vogliamo abbia conseguenze nella loro vita di cittadini adulti e responsabili», ha spiegato Maurizio Guaitoli, Assessore provinciale ai Servizi Sociali. «Molti degli studenti che si sono rivolti agli sportelli lo hanno fatto più di una volta», ha detto la psicologa autrice della ricerca Sabrina Gelosini questo significa che questo progetto di ascolto serve ed è apprezzato dai ragazzi: gli accessi infatti sono aumentati di anno in anno». «Sono già tanti i progetti di promozione alla salute rivolti alle scuole medie e superiori, attivati dallUsl - sottolinea Nora Marzi, psicologa - si parla di affettività, sessualità, oncologia femminile, alimentazione e dipendenze patologiche attraverso gli spazi dei Centri Adolescenza e gli Spazi Giovani. Con questi sportelli presso le scuole, si è ulteriormente ampliata la gamma di opportunità di accogliere i bisogni degli adolescenti modenesi nella loro realtà di vita».