Prosciolto il comico Luttazzi

Daniele Luttazzi, il comico noto per le trasmissioni tv 'Satyricon" e 'Decameron", è stato prosciolto con archiviazione nell'indagine che lo vedeva querelato per diffamazione dagli amministratori di Inalca e della consorella di Rieti per conto del Gruppo Cremonini. A decidere l'archiviazione, il gup Domenico Truppa, che non ha ravvisato gli estremi della diffamazione in relazione ad un intervento televisivo in chiave satirica di Luttazi. Anche il pm Sighicelli aveva chiesto il medesimo provvedimento. Per la seconda volta. Ad una prima archiviazione si era infatti opposta la controparte.
«Sono molto contento», è stata l'unica dichiarazione di Luttazzi quando i suoi legali, l'avvocato romano Andrea Parlatore e la modenese Anna Barbolini, gli hanno comunicato, ieri pomeriggio, la decisione del gup. Si chiude quindi la lunga querelle tra il comico e il Gruppo Cremonini che s'era aperta nel lontano 2001 quando gli amministratori delegati di due aziende dello stesso gruppo, Paolo Boni ed Ermenegildo Sassi, presentarono un atto di citazione presso il tribunale civile di Roma con la richiesta a Luttazzi di un risarcimento di 120 miliardi (c'era ancora la lira). Secondo i denuncianti infatti il comico durante la puntata del 'Satyricon" del 7 febbraio 2001 (si era in piena vicenda 'mucca pazza"), durante uno dei suoi monologhi aveva criticato l'operato delle aziende di lavorazione carni del Gruppo Cremonini. Il giudice civile di Roma rigettò l'atto di citazione motivando l'intervento di Daniele Luttazzi pienamente in linea col diritto di satira e cronaca. Il comico durante la trasmissione 'Decameron" de 'La 7", il 17 novembre 2007, rese pubblicamente noto di 'aver vinto una causa civile" contro l'azienda di Castelvetro. Nel farlo, secondo l'azienda stessa, avrebbe usato toni eccessivi. Da qua la causa, questa volta penale, con querela per diffamazione presentata alla procura di Modena.
In questi anni il Gruppo di Castelvetro ha registrato altre vicende che non l'hanno lasciata insensibile, come la puntata di 'Report" nel corso della quale Milena Gabanelli documentò una partita di carne in scatola prodotta da un'azienda di Cremonini che, giunta via mare a Cuba, venne respinta dall'autorità sanitaria locale per prendere poi la via dell'Africa.
(Pier Luigi Salinaro)