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Confalonieri rinviato a giudizio per la bancarotta dell’Hdc di Crespi

 MILANO. Tutti a processo i 19 imputati coinvolti a vario titolo nel procedimento sul fallimento di Hdc, la holding della comunicazione che faceva capo al sondaggista Luigi Crespi e fallita nel marzo del 2004 con un passivo intorno ai 40 milioni di euro. Ieri il giudice dell’udienza preliminare di Milano Giovanna Verga ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio dei pubblici ministeri Laura Pedio e Roberto Pellicano e ha disposto il processo, che comincerà il prossimo 22 aprile davanti ai giudici della Seconda sezione del Tribunale, oltre che per Crespi, anche per il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, accusato però solo di favoreggiamento e non di bancarotta, e per l’ex ad di Bpi, Gianpiero Fiorani, ieri presente nell’aula al settimo piano del Palazzo di giustizia milanese dove si è tenuta l’udienza.
 Tra i rinviati a giudizio anche l’ex vicepresidente di Mediolanum, Alfredo Messina, che risponde anch’egli di favoreggiamento, Enrico Fagioli, ex ad di Efibanca, e l’ex consigliere delegato dell’area amministrazione e finanza di Publitalia 80, Fulvio Pravadelli. Il Gup non ha accolto due richieste di patteggiamento, ritenendo non congrue le proposte di applicazione concordata della pena.
 Luigi Crespi, il sondaggista noto come l’inventore del famoso “contratto con gli italiani” stipulato in tv dal leader di Forza Italia, Berlusconi, durante la campagna elettorale del 2001, fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta nel 2005.