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Tre milioni per la nuova piazza Mazzini

 Questa volta la città promuove, pur con alcuni distinguo, la seconda versione di Mario Botta sul restyling di piazza Mazzini, in attesa di capire come intenderà modificare anche Matteotti e Roma. Restaurare lo spazio al centro dell’ex ghetto ebraico, con fontane e roseti, costerà almeno 3 milioni di euro, compresi i lavori nei 600 metri quadri degli ex bagni sotterranei che diveranno centro turistico. L’assessore Sitta parla di tempi rapidi, progetto esecutivo quest’anno e opera completata nel 2010.
 Giovedì sera, l’incontro con tanti cittadini non è certo stato un bagno di folla, ma sono piuttosto piaciute le doppie fontane, il prato e la cornice nel muro in mattoni che esalta la prospettiva della sinagoga sullo sfondo (la comunità ebraica presto si riunirà per dare una parere sul progetto, dopo l’incontro informale già avvenuto in municipio). Sono state, le due ore alla Camera di Commercio (affollatissima), un divertente... Botta e risposta coi cittadini.
 «Le aperture in piazza - dice il signor Giovanardi, un residente - mi stanno bene, ma avrei preferito fossero aggiunte a decoro delle statue del Graziosi». «Interessante - risponde lo svizzero - l’idea, sarebbe però azzardato e creerebbe polemiche anche perché già viviamo la città dei morti e come testimonianza del nostro tempo rischiamo di lasciare solo parcheggi e supermercati».
 «L’ex diurno con i bagni pubblici - ribatte Arrigo Martinelli di Modena a colori - è un obbrobrio e andrebbe eliminato perché non rappresenta la storia della nostra città». «Che fine farà - domanda Fausto Ferri della galleria Civica - il busto di Giuseppe Mazzini oggi presente». Sintetica la risposta di Botta in questo caso: «Da qualche parte lo metteremo», il progettista era già stato piuttosto sbrigativo con il monumento di Menotti in piazza Roma quando disse, scherzando ma non troppo, che se avesse fatto “ombra” alla piramide da lui pensata per proteggere la vista dei reperti romani scoperti nel sottosuolo, si poteva anche spostarlo. «Io trovo che tutti i progetti di Botta siano buoni - dice Angelo Fanara - ma nei lavori che esegue nella “sua” Lugano ci sono tutte queste polemiche?». «Vuole scherzare - la risposta divertita - lì fanno dei referendum!». «Ma siamo così vincolati - chiede Marco Ferraresi, residente in piazza Matteotti, oggetto delle prossime modifiche di progetto - all’ex diurno sottoterra?», «Siamo legati - dice l’archistar - a un’economia di lavoro e sarebbe complesso far finta di nulla e ricoprirlo». Tra gli altri interventi anche l’artista Gianni Valbonesi a cui «piacciono molto le idee proposte, mentre mi lascia perplesso la “siepina” sopra la fontana» e Ivan Maria Gozzi, professore d’arte: «Hanno consegnato a un architetto una città medievale e lui pensa a fare vasche per i pesci rossi e il pratino verde?». Più negativo l’architetto Anna Alessina: «Mi pare ci sia debolezza nelle relazioni che intercorrono tra gli elementi nuovi e quelli già presenti». «La piazza non deve avere una funzione - conclude Botta - perché è la collettività che deve inventarla». (stefano luppi)

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