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Rientrati in azienda 420 dipendenti dell’Iris

 SASSUOLO. Romano Minozzi ha inviato ieri ai dipendenti di Iris via mail la nota diffusa il giorno prima dal Ministero del Lavoro dopo l’incontro fra il ministro Sacconi e l’imprenditore modenese, in cui fra l’altro gli sviluppi del “caso Iris” venivano indicati come possibile esempio per il Paese. Un mossa forse utile per attenuare lo stato di incertezza con cui convivono attualmente i dipendenti per la complessa ripresa della macchina lavorativa e per le voci sugli investimenti in Borsa della stessa azienda.
 Ieri sera era in programma un ulteriore incontro fra i rappresentati sindacali e quelli dell’azienda per cercare di continuare il lavoro di verifica sulla complessa, graduale ripresa dell’attività lavorativa nei tre stabilimenti Iris di Sassuolo, Fiorano e Viano.
 La ripresa comporta infatti non pochi problemi dopo tante settimane di blocco e il rientro graduale dei dipendenti al lavoro ha provocato incomprensioni, malcontento e un generale stato di incertezza per certi versi inevitabile, come sottolineato dagli stessi sindacalisti che seguono questa vicenda.
 In realtà, diversamente da quanto era stato previsto in un primo momento, non tutti i circa 500 lavoratori hanno già potuto riprendere l’attività. Soltanto un forno è per ora stato attivato a Sassuolo: sono 380 i lavoratori già rientrati negli stabilimenti di Sassuolo e di Fiorano più 40 a Viano.
 Per 250 lavoratori è comunque vigente la cassa integrazione fino ai primi giorni di marzo mentre per gli altri il rientro in azienda sta avvenendo con una serie di meccanismi di rotazione che vengono chiariti e perfezionati proprio nei vari incontri in corso in questi giorni fra azienda e sindacati. Tutto questo in attesa della presentazione dell’atteso Piano industriale ai sindacati.
 Attualmente il Piano è in corso di elaborazione da parte dell’azienda: dal momento della presentazione, se l’azienda avrà definitivamente ritirato l’atto di liquidazione, potrà essere quindi avviata una vera trattativa, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei lavoratori in esubero e anche i merito all’applicazione degli ammortizzatori sociali.
 Ma in questi giorni non sono soltanto questi gli argomenti di discussione e confronto fra i lavoratori. Sulla vicenda Iris ha suscitato commenti anche quanto trasmesso dall’emittente televisiva TeleReggio. Si è parlato in dettaglio, infatti, di investimenti di Borsa effettuati da Minozzi. L’Iris negli ultimi anni ha investito notevoli masse di liquidità in titoli di società quotate in Borsa e da questo punto di vista non si può eccepire nulla, molte altre aziende lo hanno fatto. Titoli come Eni, Enel, Snam e Telecom Italia sono stati oggetto di investimenti nelle scelte di Minozzi.
 Nel 2007 l’imprenditore modenese ha deciso di investire 90 milioni di euro nel titolo Intesa San Paolo, come risulta dal Bilancio aziendale del 2007. Altri 39 milioni di euro sarebbero stati investiti sullo stesso titolo acquistando 7,5 milioni di azioni nei primi mesi del 2008 ma questo, se confermato, risulterà dalla pubblicazione del Bilancio relativo all’anno lasciato alle spalle. Si tratta ora di capire quale è stato effettivamente il risultato di questi investimenti e se hanno inciso sulla situazione di Iris e sulle decisioni di Minozzi di arrivare addirittura alla liquidazione dell’azienda, scelta che peraltro appare in via di revoca o revisione. Inevitabile che tra i lavoratori notizie del genere siano commentate anche con apprensione, accostando parzialmente i problemi dell’azienda, e degli stessi dipendenti, anche a queste scelte.
 Nessuno può però negare la recessione in atto e soprattutto la crisi che attanaglia pesantemente il settore ceramico in tutto il mondo: i dati resi noti dallo stesso Minozzi di calo di fatturati e di previsioni negative per l’intero settore ceramico, infatti, sarebbero alla base dei timori fortissimi manifestati dall’intero consiglio di amministrazione di compromettere lo stesso patrimonio sociale dell’azienda, originando dunque quella decisione di puntare inizialmente alla liquidazione che ha dato origine all’intera vicenda.