di Gigi Furini

MILANO. Ci lasciamo alle spalle un 2008 orribile... «Siamo in mezzo a una crisi finanziaria mai vista. Molte banche sono fallite, il risparmio è andato in fumo. Però finora ci è andata bene». Il professor Giacomo Vaciago, docente di economia all'Università Cattolica di Milano, dice queste parole con convinzione, ma non vuole schierarsi con i pessimisti.
Più pessimista di cosi...
«Dico che ci è andata bene perchè non abbiamo ancora visto la fine della crisi. Guardi che questa volta va peggio che nel '29, stanno chiudendo le industrie e noi siamo nelle mani dei governi. Nell'ultimo incontro di Washington hanno promesso che garantiranno il futuro del mondo. L'Europa, purtroppo, non ha progetti. Vive una situazione tragicomica. Ha criticato gli Usa per gli errori commessi e adesso sta li a guardare».
«Guardare che gli Usa facciano qualcosa. Per fortuna ci avviciniamo al 20 gennaio».
Si insedia Obama...
«Ha messo insieme la squadra di governo migliore del mondo. Arrivano davvero i cervelli. Questi dovranno trovare il modo di far ripartire l'economia. Negli Usa lo Stato sarà la locomotiva in grado di trainare i vagoni. Dovrà finanziare investimenti, dovrà sostituirsi alle banche negli aiuti alle imprese».
Dagli Usa all'Italia. Come la vede?
«Tremonti ha fatto una Finanziaria convinto che ci fosse la ripresa. Non è andata cosi. Dovremmo far qualcosa per ripartire, ma l'invenzione della settimana corta è la peggiore soluzione».
Lavorare meno per lavorare tutti. Non le piace la ricetta?
«Ma produci anche di meno. E ti pagano meno. E poi, se non hai i soldi, quando sei a casa che cosa fai? E' solo un modo per far aumentare il numero dei poveri. I nostri governanti pensano di poter dormire tranquilli, convinti di aver fatto una buona azione: quella di aver dato qualcosa a tutti. Invece, lavorare poco per lavorare tutti non è proprio la ricetta per la ripresa. E' l'esatto contrario».
Dovremmo lavorare tutti e di più. Ma come, se le industrie chiudono?
«Bisogna riprogettare lo sviluppo. I banchieri hanno fatto danni. Bisogna sostiturli con gli ingegneri. Il mondo non può essere governato dalla finanza, ma dalle imprese. Dunque, si va avanti con i cervelli, con la meritocrazia. E mandiamo a casa i coglioni».
Non è facile ripartire. Intanto ci vogliono i soldi.
«Le faccio un esempio: il mondo dell'auto come riparte? Vendendo a sconto le vecchie auto o progettando e costruendo auto più ecologiche, più piccole»?
Per produrle ci vogliono i soldi. E anche per comprarle ci vogliono i soldi.
«Basta stamparli. In America il costo del denaro è zero. Le banche prestano denaro senza interessi. Dovrebbe essere cosi anche in Italia. E se non basterà, bisognerà regalare soldi alla gente. Sorvolare le città con gli elicotteri e buttare giù banconote. Ma attenzione, banconote con una scadenza a tre mesi. Può sembrare una pazzia, ma l'alternativa potrebbe essere molto peggiore».
Cosi si crea inflazione.
«Ma la recessione e la deflazione sono molto peggio, se la gente smette di spendere andiamo incontro a guai seri. Cosi, invece, si metterebbe in moto la produzione e ci sarebbe da lavorare anche il sabato, altrochè settimana corta».
Faccia una previsione per i primi mesi del 2009. Scendono le tariffe, scende il petrolio, la gente potrà spendere meno.
«Se la gente rinuncia a spendere in attesa che la roba costi ancora meno, la situazione si avvita. Bisogna assolutamente ribaltare lo scenario».
Siamo daccapo. Chi ci mette i denari?
«Il governo».
Con il debito che ha.
«Non è proibito fare altri debiti, anche perchè adesso i tassi sono bassi, ma i soldi li devi investire. Se finanzi gli investimenti dai un futuro al Paese».
Questo governo lo farà?
«Questo governo ha capito che cosa è successo? Ha capito che fra poche ore, con il 2009, comincia un nuovo millennio? Tanto per iniziare dobbiamo trattenere i migliori cervelli, che adesso vanno all'estero».
L'esempio verrà un'altra volta dagli Usa?
«Bush era l'uomo delle truffe e amico di Berlusconi e Putin. Questa è gente che non può guidare il nuovo mondo. Adesso anche l'Italia deve voltare pagina. Azzerare il passato e ricominciare».
Faccia un esempio concreto.
«Aboliamo i fax e le fotocopiatrici. In Italia si passano giorni in coda negli uffici. La burocrazia è micidiale. Facciamo la rivoluzione? Chiudiamo le Poste. Bisogna fare la fila per mandare una raccomandata e un'altra fila per andare a ritirarla. Il mondo non va in questa direzione».
Ma gli italiani vogliono questa rivoluzione?
«Gli italiani un governo lo vogliono, hanno sbagliato ad eleggerlo, ma lo vogliono. C'è tanta qualità che viene avanti, glielo assicuro».
Il 2009 sarà l'anno della svolta?
«Per forza. Chi l'ha capito riparte. Chi non l'ha capito resta a casa.
E la ripresa?
«Non ti aiuta nessuno, se aspetti i regali sei fregato».