«Moderare l'autodifesa»: Roma fa pressioni su Tel Aviv


ROMA. «Stop ai razzi e ai bombardamenti. Solo attraverso il dialogo, e non certo con le provocazioni o il ricorso alle armi, potrà essere trovata una soluzione stabile e duratura». Silvio Berlusconi auspica che questa nuova ondata di scontri non degeneri e chiede una tregua immediata.
Il presidente del consiglio, con un comunicato diffuso da palazzo Chigi, chiede alle parti in causa di «cessare subito i lanci di razzi su Israele cosi come i bombardamenti sulla striscia di Gaza». Preoccupato anche il ministro degli Esteri, Frattini, che condanna «con forza e senza riserve» il lancio «indiscriminato e senza alcuna giustificazione di razzi da parte di Hamas» e invita Israele «nell'esercizio del suo diritto all'autodifesa» a «tener conto della già difficile condizione di Gaza e della necessità di salvaguardare vite umane innocenti».
Le proporzioni dell'attacco israeliano allarmano il Vaticano e fanno scattare la reazione della sinistra radicale che, con Paolo Ferrero, Marco Rizzo e Paolo Cento, chiede uno stop alle azioni di guerra e bolla come «terrorista» il governo di Israele. Il direttore della sala stampa vaticana, Federico Lombardi, definisce «impressionante» l'attacco israeliano e teme che le speranze di pace «tornino ad allontanarsi» mentre Piero Fassino (Pd) chiede che la comunità internazionale agisca «immediatamente» per ottenere la sospensione dei bombardamenti. «Tutto deve essere fatto in queste ore per far tacere le armi, evitando che un nuovo incendio» avverte il ministro degli Esteri del governo ombra del Pd «bruci il Medio Oriente».
A proporre una mediazione dell'Unione Europea e dell'Onu sono Roberto Di Giovan Paolo (Pd) e Massimo Donadi (Idv) mentre Pietro Marcenaro, capogruppo del Pd in commissione Esteri del Senato, chiede al governo di riferire «immediatamente» in Parlamento sulla situazione in Medio Oriente. Quella israeliana è stata una rappresaglia sproporzionata? Bobo Craxi non ha dubbi: «E' stata una tragica carneficina. L'Europa e il governo italiano non possono restare inerti».
A non pensara allo stesso modo è invece Gad Lerner. «Io - risponde il noto giornalista e conduttore Tv - non riesco a fare ragionamenti sul numero delle vittime. Quello che rattrista e scoraggia è la prevedibilità del tutto. Sembra di leggere un copione già scritto: centinaia e centinaia di razzi lanciati per provocare esattamente questo tipo di reazione israeliana nella convinzione, da parte di Hamas, che la radicalizzazione del conflitto rafforzi la sua posizione all'interno dell'Autorità Nazionale Palestinese».

Gabriele Rizzardi