Palagano. Strage del ‘44 Il Comune sarà parte civile


di Paolo Calicetti
PALAGANO. Il comune di Palagano si costituisce parte civile in vista del processo che si sta instaurando contro i presunti responsabili della strage nazifascista del 18 marzo 1944. La decisione è stata presa dal consiglio comunale di Palagano nella seduta del 24 dicembre.
Durante l'inusuale seduta prenatalizia, segnata dalla nascita di un nuovo gruppo consiliare formato da Arturo Bettuzzi ed Ernesto Tosi (usciti dalla maggioranza), sono state discusse l'approvazione dei bilanci e la cessione a Hera delle attività del consorzio idrico Dragone. E' stata infine votata all'unanimità la costituzione di parte civile del Comune di Palagano nel processo relativo alla strage di Monchio del 18 marzo 1944 che, con tutta probabilità, si andrà ad istruire presso la procura militare di Verona. Il sindaco Paolo Galvani ha ricordato i lutti subiti dalle frazioni di Susano, Costrignano e Monchio che hanno pagato con 136 morti la violenza brutale delle compagnie della divisione Hermann Goering. Le truppe tedesche cannoneggiarono i tre paesini e massacrarono senza pietà uomini, donne e bambini. Identica sorte subi due giorni dopo, ad opera degli stessi soldati, il paese di Cervarolo nel comune reggiano di Villa Minozzo. Galvani ha poi ricordato l'opera meritoria del procuratore militare Marco De Paolis che prima da La Spezia e ora da Verona tenta di dare risposta alle richieste di giustizia delle vittime per anni rimaste inascoltate.
Seguendo quindi quanto già deliberato dalla Regione, dalle province di Modena e Reggio e dal comune di Villa Minozzo, Palagano intende costituirsi parte civile nel processo contro quegli ufficiali e sottuficialil tedeschi che sono ancora viventi. Anche il capogruppo di minoranza Luigi Marcucci, dopo aver ricordato di aver subito egli stesso un lutto in famiglia in quell'evento, ha appoggiato con entusiasmo la richiesta, soprattutto affinché siano le istituzioni a farsi carico collettivamente della difesa degli interessi di tutti i cittadini, tanto di quelli che si costituiranno singolarmente come di quelli che, pur vittime, non lo faranno. Le istituzioni dovranno inoltre far si che quei lutti non siano oggetto di strumentalizzazioni politiche o che non nascano false speranze di risarcimenti che appare alquanto improbabile siano liquidati.