Corone e luminarie spente per i morti del treno rapido 904

BOLOGNA.Alle 19.15 del 23 dicembre 1984, una bomba scoppiava sul rapido 904 Napoli-Milano nella galleria di San Benedetto Val di Sambro, appennino bolognese. Il treno era strapieno di famiglie che andavano a trovare i parenti per Natale. In quella galleria restarono i corpi di 15 persone e centinaia furono i feriti anche gravi, alcuni morendone a distanza di anni. La tragedia colpi moltissimo Bologna e l'Emilia Romagna, segnati soltanto quattro anni prima dalla strage alla stazione. Dal 1985, ogni anno a Napoli, la città che contò il maggior numero di vittime, si tiene una commemorazione organizzata, anche ieri, dall'associazione dei familiari delle vittime nell'atrio della Stazione Centrale di Napoli. Presenti tra gli altri il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, l'assessore regionale all'urbanistica Gabriella Cundari, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa. Il sindaco Iervolino ha ricordato che «questo anniversario riguarda una strage di una crudeltà infinita. Quest'anno c'è tanta gente ed è importante, e ci sono stati rappresentanti del Comune di Bologna, autorevolissimi come Libero Mancuso, ma anche degli altri Comuni nei quali il treno è passato». E ieri una cerimonia si è tenuta anche a Bologna, in piazza Nettuno, dove una corona è stata posta davanti alla lapide che ricorda le vittime di tutte le stragi e alle 19.08 le luminarie in centro storico sono state spente mezz'ora come segno di lutto. Una corona anche a Collecchio (Parma) al cimitero di Gaiano davanti alla lapide delle vittime e San Benedetto Val di Sambro nel piazzale della stazione, una messa in ricordo delle vittime nella sala d'aspetto della stazione e un concerto ieri sera nella chiesa del paese.
Un pensiero ai morti dell'antivigilia di Natale, «di quello che fu l'inizio di uno dei momenti più bui della storia d'Italia» anche dall'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili a Firenze.