Tanzi sorpreso: la condanna è troppo alta

PARMA. «Sono sorpreso perchè è una condanna che mi sembra troppo alta rispetto alle mie responsabilità». Cosi ha commentato l'ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi, parlando al telefono con i suoi legali, la condanna a dieci anni di carcere che gli è stata inflitta giovedi dal tribunale di Milano. Tanzi è rimasto anche stupito per il fatto che sia stato ritenuto l'unico responsabile.
«I risparmiatori, a questo punto, devono aspettarsi giustizia dal processo Parmalat che si tiene a Parma» ha risposto invece il procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia, alle domande dei cronisti su Tanzi riconosciuto a Milano come unico responsabile dei reati collegati al crac Parmalat in termini di alterazioni del mercato borsistico, mentre gli ex consiglieri e gli allora dirigenti di Bank of America sono stati tutti assolti. «Sul processo Parmalat che si tiene a Parma - secondo Laguardia - la sentenza di Milano cambia poco, perchè il tema probatorio è diverso. Per quanto riguarda i nostri filoni processuali, relativi al reato di bancarotta, l'assoluzione per prescrizione di alcuni degli imputati al processo di Milano non ci danneggia. Siamo ottimisti. Il castello accusatorio da noi messo insieme è solido».
Per una valutazione complessiva della sentenza milanese il procuratore parmigiano invita ad «attendere le motivazioni» ma in considerazione dell'accusa di aggiotaggio, il riconoscimento di Tanzi quale ‘unico responsabile' è plausibile per ragioni «legate alle imputazioni contestate». Laguardia ha poi specificato che è per certi versi confortante, per il processo che si sta celebrando a Parma contro i responsabili del crac del 2003, che non tutte le assoluzioni milanesi siano dovute alla ‘non commissione dei fatti contestati', ma a prescrizione.
Intanto a Parma è stata rinviata a lunedi l'udienza per la ratifica dei patteggiamenti di Calisto Tanzi e Renato Trauzzi, imputati di truffa ai danni di due società di factoring nell'ambito di uno dei filoni minori del caso Parmalat. I legali dell'ex patron Parmalat e dell'ex vice tesoriere della multinazionale alimentare Trauzzi hanno chiesto due mesi per il primo (che aveva già patteggiato 8 mesi per la truffa alla Centro Factoring) e 7 mesi per il secondo. La procura di Parma ha dato il proprio consenso alle richieste. Adesso si attende la decisione del giudice, che ieri non si è presentato in aula per un impedimento.
Sempre rispetto alla sentenza milanese, dietro l'assoluzione dei funzionari di Bank of America ci sia il fatto che i loro memorandum erano notizie per ‘pochi' investitori istituzionali negli Usa, non destinate a ingannare il mercato e che non è stato provato siano approdate a Piazza Affari. E' una delle ragioni per cui i giudici milanesi hanno ritenuto di dover assolvere Luis Moncada, Antonio Luzi e Luca Sala, ex manager di Bofa, dall'accusa di aggiotaggio, reato che si realizza con la diffusione di notizie false al «pubblico mercato». Nel caso del processo milanese, il luogo in cui si sarebbe dovuto consumare il reato sarebbe stato la Borsa. Il pm Francesco Greco aveva parlato, nel corso della sua requisitoria, dell'onniscienza dei mercati mondiali «dove tutti sanno tutto».