Grani: «Un divorzio sofferto»

Dopo un campionato e mezzo, Andrea Giani non è più l'allenatore della Trenkwalder. Con un comunicato stampa ufficiale delle 13.42 di ieri Pallavolo Modena ha dichiarato che 'preso atto che non esistevano più i presupposti per proseguire il rapporto di collaborazione, si è deciso di interrompere il rapporto professionale. La scoietà ringrazia Giani per l'impegno e la dedizione al lavoro mostrato in tanti anni a Modena da giocatore e da tecnico e gli formula il più sentito in bocca al lupo per i suoi futuri impegni professionali".
Dopo una Challenge Cup vinta e due eliminazioni nette ai quarti di Coppa Italia e play off scudetto nella stagione scorsa, si è conclusa la prima esperienza di allenatore di uno dei simboli della pallavolo italiana nel mondo, personaggio che di recente è entrato a far parte della hall of fame del volley negli Usa. All'inizio del 2007/08 il presidente Giuliano Grani, Pietro Peia e tutta la società avevano fortemente voluto Andrea Giani sulla panchina modenese e il Giangio aveva risposto al richiamo di Modena lasciando perdere gli impegni nelle nazionali giovanili propostegli dalla Fipav. Giuliano Grani spiega i perchè del cambio.
Presidente, è stata una scelta sofferta?
«Tanto. Io, nonostante Giani fosse stato messo in discussione più volte tra l'anno scorso e quest'anno, non avevo mai preso seriamente in considerazione un cambio dell'allenatore. La decisione di cambiare è stata presa in considerazione dopo la partita di domenica contro Forli che doveva essere il nostro rilancio ed invece ci ha gettati in una situazione complicatissima. E' normale che ci siamo presi un po' di tempo perché, e credo che tutti lo possano comprendere, non è semplice sostituire una bandiera come Giani che a Modena ha dato tantissimo. Per Andrea nutro profonda stima, professionale ed umana, ma la sua sostituzione è una scelta ponderata che vuole provare ad invertire una stagione negativa e senza continuità».
Dal punto di vista tecnico come si risolve il contratto?
«Questi dettagli li stanno valutando Caponi ed il procuratore di Giani».
Giani dopo Forli aveva detto che non voleva mollare.
«Il suo atteggiamento fa onore al suo spirito da guerriero che non molla mai. Aveva la convinzione di poter rimettere in sesto la situazione e questo è anche avvenuto in certe occasioni, ma le reazioni positive della squadra non hanno avuto continuità. Fin dal primo momento in cui abbiamo messo assieme la squadra con lui avevamo detto che i primi obiettivi erano la qualificazione alla Coppa Italia ed ai play off, ma al momento siamo ben lontani dalle migliori otto. Ripeto, fa onore a Giani la sua voglia di non mollare mai,però era il caso che fossi io a togliergli il peso di questo impegno. La decisione è stata presa dalla società, ne abbiamo parlato e lui ha compreso perfettamente quali fossero le ragioni, in un contesto di grande rispetto e di ottimi rapporti che sono certo rimarranno sia con me che con Modena».
Concorda sul fatto che con l'arrivo di Zanini i giocatori non avranno più alibi?
«Credo che non li avessero anche prima perché sono sempre loro ad andare in campo e spetta loro mettere la palla a terra. Si è criticato la formazione della squadra, ma sul campo Modena ha battuto Macerata e portato al tie break Treviso e Trento, dimostrando cosi che la rosa ha delle qualità elevate. Credo che più che il talento manchi un po' di professionalità e carattere perché non si possono fallire partite come quelle di Martina Franca e Forli».
Quali sono le motivazioni che hanno portato a scegliere Zanini?
«Ci eravamo già sentiti all'epoca del dopo Velasco quando contattammo lui, Bagnoli e Lorenzetti. Abbiamo avuto subito una buona impressione di lui. Nel primo colloquio ha espresso un parere positivo sulla squadra ed è convinto di poter guidare il gruppo fuori da questa imbarazzante situazione di classifica. Lavorerà per centrare la qualificazione ai play off».
In futuro Giani potrebbe ancora avere ancora un ruolo a Modena?
«Non si può escludere nulla sul futuro. Dipenderà senza dubbio da cosa farà lui...però ora io credo che la cosa più importante sia pensare all'immediato domani squadra e ripartire con Zanini. Per il resto si vedrà».
(giulio guerzoni)