Ergastolo al capo banda dopo i 30 anni al modenese

La prima Corte d'Assise di Milano ha condannato Filippo Botteri, consulente finanziario di Parma, al carcere a vita e a 8 mesi d'isolamento. E' il secondo ergastolo nella vicenda del sequestro e dell'uccisione del finanziere Gianmario Roveraro, nel luglio del 2006. Al sequestro prese parte anche il modenese Marco Baldi, muratore di Castelfranco Emilia, che lo scorso anno era stato condannato a 30 anni con rito abbreviato, insieme con il terzo complice del rapimento Emilio Toscani, esperto informatico, condannato anche lui all'ergastolo. Per quest'ultimo e per il modenese condanne confermate in appello il 7 ottobre scorso.
Gianmario Roveraro, 70 anni, uno dei personaggi più importanti dell'alta finanza negli anni ‘70-80, quando era diventato con la Sige braccio operativo dell'Imi, stava rientrando a casa la notte tra il 5 e il 6 luglio del 2006. Tornava da una riunione dell'Opus Dei, quando venne rapito a Milano vicino ad una fermata della metropolitana. Lo sequestrarono Botteri, Toscani e Baldi. Il muratore di Castelfranco aveva individuato anche quella che è stata per due giorni la prigione del finanziere, un casolare vicino ad Albareto, alle spalle di villa Grandi sul Canaletto. Durante quei due giorni, i sequestratori provarono a chiedere un riscatto di 10 milioni di euro. Lo fecero telefonando alla famiglia con il sistema via computer skype appoggiandosi al ripetitore nel piazzale di via delle Nazioni. Il cadavere del finanziere venne trovato fatto a pezzi in un fosso sotto l'autostrada A15, nel Parmense, dopo essere stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Botteri confessò l'omicidio, il cui movente è da ricondurre ad un affare andato male, tanto da scatenare la sua rabbia al punto di mettere in piedi sequestro e omicidio.