«Il supertreno non fermerà a Modena»

L'alta velocità non ferma a Modena. Lo dice chiaro e tondo Orazio Iacono, direttore movimento di Bologna Rfi/gruppo Fs, che se ne sta impettito seduto di fronte noi nella carrozza di testa del velocissimo Freccia Rossa 25722: un'ora e cinque minuti da Bologna a Milano. Ma lo dice anche il buon senso: è infatti poco plausibile che il supertreno entri in stazione a Modena grazie alla bretella di interconnessione, stenda il tappeto rosso per i passeggeri, effettui quindi la medesima deviazione per tornare sui binari dell'alta velocità e riprenda la sua corsa ai 300 all'ora come se niente fosse. 'Ma gli assessori della Provincia hanno parlato di ben dodici convogli in sosta a Modena...". La stretta di spalle e il sorriso sbieco del direttore non danno adito a dubbi: 'Qualcuno ha capito male".
Fs se ne lava le mani e la nostra città resta quindi a bocca asciutta e con un sogno infranto nel cuore. Non cosi Reggio Emilia che nel 2011 - questa è la previsione - potrà esibire con vanto la nuova stazione in linea progettata da Santiago Calatrava e in grado di ospitare i treni dell'alta velocità. Che dal 14 dicembre faranno tappa a Milano, Bologna, Roma e Napoli mentre Firenze dovrà aspettare ancora un anno.
Otto le interconnessioni con la linea già esistente, con quelle di Modena est e ovest già pronte. Il viadotto Modena è un omaggio all'innovazione: i gusci 'omega" consentono di limitare al minimo il ricorso alle barriere antirumore riducendo inoltre l'impatto sul paesaggio. Oltre a garantire sicurezza e via di fuga, le bretelle di interconnessione vanno a vantaggio delle merci - che potranno sfruttare la linea superveloce - e mirano a rendere più snello il traffico ferroviario ad oggi quasi insopportabile.
'La nostra è una linea ad alta velocità ma anche - sottolinea soddisfatto Iacono - ad alta capacità. Separare i flussi significa decongestionare la linea Milano-Bologna, evitare l'odierna promiscuità, dare più agio ai treni regionali e interregionali". Ieri viaggio inaugurale per la stampa: partenza da Bologna ore 11.16, arrivo a Milano ore 12.30. La 'prova di frenata" che aggiunge dieci minuti al tempo stimato inquieta Iacono che armeggia con i suoi due cellulari per assicurarsi un ritorno da record e senza intoppi.
Affrontiamo Modena a 270 chilometri all'ora e la ridente Parma a più di 280. 'Abbiamo toccato i 300", garantiscono le Ferrovie e noi non possiamo che fidarci: il monitor che in ogni carrozza rivela posizione e velocità si è misteriosamente oscurato.
Al ritorno voliamo quasi sempre a 300 all'ora. Milano-Bologna in un'ora e quattro minuti netti, con manifestazioni di giubilo da parte del direttore e dei suoi uomini ombra che si scambiano pacche sulle spalle. Per noi una discreta consolazione dopo più di mezz'ora trascorsa al gelo a Milano Centrale, in attesa della seconda Freccia Rossa che ci riporti all'ovile.
Voliamo senza in realtà rendercene conto. Lo choc tende però l'agguato quando la Fiamma Rossa affianca l'autostrada: la nostra allegra andatura declassa le auto sportive a plantigradi addormentati.
Cinquanta euro in prima classe, trentacinque in seconda rispetto ai 43 e ai 30 di un normale Eurostar: sono le tariffe lancio della tratta in questione con uno sconto del 10% sui futuri prezzi massimi. Una fase lancio di circa un mese seguita da grande flessibilità in merito ai costi - che terranno conto di giorni e orari - e abbonamenti 'vantaggiosi" per gli habitué del servizio. 'Non vogliamo che sia un servizio per pochi eletti - spiega Orazio Iacono - I nostri treni sono la metropolitana veloce d'Italia. Siamo i primi al mondo ad aver fatto viaggiare un treno a 300 all'ora attraverso le onde radio, una tecnologia che tedeschi e cinesi ci invidiano e che stanno tentando di copiare".
Tutto dunque made in Italy per un convoglio che, lanciato a velocità massima e controllato dalla torre di Bologna, si arresta in 70 secondi nello spazio di tre km e che si pone in dichiarata competizione sia col mezzo di trasporto più amato dagli italiani, l'auto, sia con quello al momento più detestato, l'aereo.
L'idea di andare da Milano a Roma in sole tre ore serviti e riveriti da personale ben preparato senza preoccuparsi delle code in tangenziale, del check in aereoporto e dei bagagli smarriti risulta senza dubbio piuttosto allettante. Per quanto riguarda il look dei treni, nulla di nuovo: posti a sedere piuttosto stretti stile Eurostar con prese per computer e affini, bagni già visti, corridoi al momento molto puliti.