Muore folgorato in stazione

NAPOLI. Stava lavorando al rifacimento della rete di alimentazione l'operaio folgorato da una scarica elettrica ieri nella Stazione di Napoli(foto) . Ciro Cozzolino, 31 anni, dipendente di una ditta in subappalto di Rfi, era sospeso ad un'altezza di quattro-cinque metri dal suolo al binario 19.
I tentativi di rianimarlo compiuti prima dai colleghi e poi dal personale del 118 sono stati inutili. Il procuratore aggiunto di Napoli Rosario Cantelmo ha disposto il sequestro dell'area della stazione dal binario 18 al binario 25 in attesa di un rapporto della Polfer con l'indicazione dei responsabili delle ditte subappaltatrici che lavorano a Napoli Centrale.
Rfi ha disposto una propria inchiesta interna. In una giornata caratterizzata da altri incidenti sul lavoro a Udine, Lecco e nello spezzino, il movimento di destra 'Casa Pound" ha organizzato una clamorosa protesta incappucciando con teli bianchi a Milano la statua di Leonardo da Vinci in piazza della Scala, e la statua di Padre Pio in piazza Velazquez.
La stessa iniziativa è stata ripetuta a Roma in via Quattro Novembre, corso Vittorio, Villa Borghese, nel quartiere Coppede, ed in diverse altre città italiane. «Ogni maledetto giorno si continua a morire sul lavoro. Le promesse del governo, il pianto di Capi di Stato, la disperazione dei sindacati, la commozione dei conduttori televisivi ci fanno vomitare», ha scritto il movimento in un volantino lasciato in piazza della Scala.
A Napoli nel pomeriggio un centinaio di aderenti ai Centri sociali della rete 'Studenti in Movimento" ha invaso la Stazione scandendo slogan contro le morti sul lavoro. I sindacati dei ferrovieri - Filt, Fit, Uilt, Orsa, Ugl e Fast - hanno annunciato uno sciopero simbolico per lunedi 1 dicembre con il ritardo delle partenze da Napoli Centrale dalle 9.01 alle 9.11.
«Siamo stufi di contare i morti sopratutto se essi sono vittime di esternalizzazioni che presuppngono solo il risparmio di spesa», afferma il segretario di Ugl-Attività Ferroviarie, Andrea Crimaldi, che parla di «lavoratori mandati allo sbaraglio su sistemi complessi che presuppongono un specifica formazione».
Anche ieri dunque il lavoro ha fatto la sua vittima, una serie troppo lunga.