Fini chiede: «Siate responsabili» Il Pd: «Offerta troppo debole»

ROMA.«L'Alitalia non può fallire. Il mio auspicio è che i piloti e il personale navigante, che rappresentano certamente una risorsa, si assumano al pari degli altri una responsabilità e consentano la nascita della nuova compagnia». Alla vigilia dell'assemblea che si terrà domani a Fiumicino, Gianfranco Fini lancia un appello affinché i piloti e gli steward dei sindacati autonomi che non hanno firmato l'accordo con la Cai rendano possibile il decollo di una «nuova fase» del trasporto aereo. A fare pressing non è solo il presidente della Camera ma anche Umberto Bossi, che ribadisce la sua preferenza per un accordo con i tedeschi della Lufthansa che sia in grado di rilanciare lo scalo di Malpensa («I francesi sono concorrenziali con noi sul turismo...») e annuncia l'intervento del presidente del consiglio. «Silvio Berlusconi interverrà a sostegno della Cai» assicura il ministro delle Riforme che giovedi scorso ha incontrato il Cavaliere. Un appello ai piloti e agli steward parte anche dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi («Nessuno ha intenzione di discriminare i sindacati autonomi»), ma la tensione è alta e l'opposizione accusa il governo di aver gestito la crisi in modo del tutto «irresponsabile». «Alla luce di quanto avvenuto e per evitare che nel paese si percepisca come unica responsabilità negativa quella dei lavoratori, occorre che il governo venga in Parlamento quanto prima per fare piena luce su questa incredibile vicenda» spiega il capogruppo del Pd in commissione Trasporti della Camera, Michele Meta. «Il punto di fondo è che l'offerta della Cai è troppo debole per rispondere alle vere esigenze e garantire un servizio che impedisca l'aumento dei prezzi» aggiunge il ministro dell'Economia del governo ombra del Pd, Pierluigi Bersani, per il quale la vicenda troverà una soluzione «solo quando interverrà un grande operatore internazionale». Antonio Di Pietro è ancora più pesante e accusa il governo di aver avallato un «ricatto politico» ai danni dei lavoratori: «E' come se si dicesse loro, preferite vi tagliamo la testa o vi basta soltanto che vi tagliamo le braccia? E' chiaro che alla fine dovranno accettare pensando alle loro famiglie». Critiche al governo partono anche i centristi dell'Udc, che «tirano un sospiro di sollievo» per la proposta avanzata dalla Cai ma esprimono «preoccupazione» per la soluzione messa a punto da Gianni Letta. «Questa volta il nostro splendido amico non ha cucinato una buona crostata, ma un pasticcio le cui contraddizioni non tarderanno a rivelarsi. Si finirà in breve tempo nelle mani di una compagnia straniera dopo che gli italiani» precisa Pier Ferdinando Casini «hanno pagato costi altissimi che con altre soluzioni avrebbero potuto risparmiare».(g.r.)