Prove di squadra: bipartisan


NEW YORK.«Barack Obama sta già misurando le tende per la Casa Bianca», dice John McCain con scherno. Come dire che l'avversario democratico sta facendo l'errore di credere di avere già la vittoria in tasca. In realtà il senatore nero si sta occupando di cose ben più serie che non l'arredamento dell'Ufficio Ovale. Sta mettendo insieme una lista di possibili membri della sua amministrazione se martedi l'America voterà per il primo presidente di colore nella storia degli Usa. Se da una parte questo sembra uno sforzo prematuro, dall'altra Obama non vuole fare lo stesso errore di Bill Clinton che sedici anni fa impegnò molte settimane a mettere insieme una squadra di governo e questo ritardo ebbe per lui un prezzo politico.
Si dice addirittura che a una settimana dalla vittoria Obama potrebbe già annunciare il nome del capo del suo gabinetto e che subito dopo avrà pronto il nome della persona che guiderà il suo team economico. Due misure con cui dimostrare immediatamente di essere all'altezza della presidenza e di dare massima priorità alla ripresa dell'economia.
A capo del Tesoro si fa il nome di Larry Summers, attuale presidente dell'università di Harvard e segretario al Tesoro durante il secondo mandato di Bill Clinton. Ma un altro democratico probabile è Robert Rubin, anche lui parte della vecchia scuderia di Clinton. Nel team economico di Obama potrebbe entrare a far parte anche Paul Volcker, ex capo della Riserva Federale.
Sul fronte della politica estera circola il nome di Bill Richardson come segretario di stato. È attualmente governatore del New Mexico ma ha grande esperienza in affari internazionali già da quando era ambasciatore alle Nazioni Uniti. A capo della diplomazia americana però Obama potrebbe mettere anche John Kerry (che quattro anni fa fu sconfitto da Bush alla Casa Bianca) oppure Richard Lugar, un veterano del partito repubblicano che è a capo della commissione per gli affari esteri del Senato.
Negli ambienti vicini a Obama si dice che anche Caroline Kennedy potrebbe ottenere un incarico ufficiale. Si dice che le potrebbe venire offerta la posizione di ambasciatrice all'Onu benchè la sua personalità schiva faccia pensare che la figlia dell'ex presidente americano non accetterà mai un ruolo cosi pubblico.
Importante la nomina di un futuro segretario alla sanità visto che Obama ha fatto della riforma sanitaria uno dei pezzi portanti della sua campagna elettorale. Due i nomi più probabili: il senatore del South Dakota Tom Daschle oppure il presidente del comitato nazionale per il partito democratico Howard Dean. Quest'ultimo emerse quattro anni fa come il volto nuovo dei democratici ma non riusci a ottenere la nomination per la presidenza.
Obama tende una mano ai repubblicani e si parla per esempio di Arnold Schwarzenegger a capo del dipartimento per l'energia mentre alla Difesa il nome più probabile è quello di Chuck Hagel, senatore repubblicano del Nebraska che è su posizioni moderate. Anche al dipartimento del Commercio ci potrebbe essere un repubblicano e quello che circola con maggiore insistenza è quello della senatrice del Maine Olympia Snowe.
(a.v.)

dal corrispondente