«Prezzo dei concimi alle stelle: intervenite»

Si impenna il prezzo dei concimi e precipita quello dei cereali. L'andamento dei prezzi in fase di semina sta creando i presupposti per una forte riduzione dei prossimi raccolti del 2009. «In queste condizioni i coltivatori procederanno all'insegna del risparmio» dicono a Confagricoltura, mentre la Cia ipotizza un «sospetto di cartello» sui concimi e chiede l'intervento dell'Antitrust.
Nelle ultime settimane il grano tenero è calato di un euro al quintale e ben di 2 euro al quintale il grano duro. Flessioni che si aggiungono a quelle precedenti per un calo complessivo del 40% rispetto allo stesso periodo del 2007. «I prezzi sono scesi sotto la soglia di remunarazione - dice il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Mario Girolami - nonostante la riduzione del prezzo all'origine del grano, non si comprende però perchè continuino a lievitare i prezzi di pasta e pane. Evidentemente l'equazione maggior prezzo del grano uguale rincaro di pane e pasta, che tanto ha contribuito al linciaggio del mondo agricolo negli ultimi tempi, non si applica sempre, ma è una variabile da utilizzare al bisogno per spostare le responsabilità». E sul prezzo dei concimi interviene con decisione la Cia di Modena che chiede «l'intervento dell'Antitrust». In una lettera inviata ai ministri dello Sviluppo economico Claudio Scajola e delle Politiche agricole Luca Zaia, nonchè al presidente dell'Autority, garante della concorrenza e del mercato e al garante per la Sorveglianza dei prezzi, la Cia denuncia infatti «una situazione non più sostenibile per le imprese agricole che sono costrette ad acquistare concimi a prezzi sempre più elevati». Una tendenza che «sembra inarrestabile, nonostante il calo dei prezzi del petrolio e delle materie prime». Il presidente della Cia modenese, Maurizio Filippini, sottolinea che l'impennata fortissima dei prezzi dei concimi, che rappresentano circa l'11% dei consumi intermedi in agricoltura, si è avuta nel 2008 e riguarda tutti i prodotti utilizzati dagli agricoltori.
«L'84% dei prodotti - dice Filippini - è pagato dai nostri produttori più di quanto avviene in altre nazioni. Senza tralasciare che i prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati del 28% dal 2000 al 2007 mentre i redditi degli agricoltori sono diminuiti, nello stesso periodo del 18%, contro un più 16% della media europea». (miria burani)