«Non siamo lavativi difendiamo dei diritti»

I giovani chiedono un futuro. I quasi 4mila presenti lo reclamano a gran voce nella speranza che possa essere un passo importante nella lotta al decreto Gelmini. Fabio Messoridel Wiligelmo esclama: «Non siamo qui perchè non vogliamo studiare, vogliamo difendere i nostri diritti. Il nostro liceo sperimentale rischia di scomparire. In prospettiva universitaria inoltre, a causa degli aumenti delle tasse, non potrò permettermi l'iscrizione, questo decreto non è democratico». Chiara Garganeseaggiunge «Il nostro futuro rimane troppo incerto, continueremo nella nostra forma di protesta pacifica fino a quando non vedremo qualche risultato». Giacomo Ronchetti: «La nostra è una manifestazione apartitica. Non siamo soli, anche i nostri genitori ci appoggiano, vogliamo portar in piazza le nostre ragioni». «Abbiamo preso a modello la manifestazione di Brescia» spiega Angelo Ruberto, studente del Corni, «In quell'occasione membri di Forza Nuova e della Sinistra Giovanile sfilarono insieme per difendere i propri diritti; vogliamo dimostrare che nel momento in cui si muovono tutte le scuole di Modena che un motivo valido ci sarà». Niccolò Gelsominiafferma: «E' assurdo ipotizzare la divisione delle classi tra italiani ed extracomunitari, in questo modo ricreiamo i ghetti. Inoltre troviamo assurdo l'idea di riproporre il maestro unico, idea fuori tempo che porterà solo ulteriori problemi». «Vogliamo evitare che l'Università diventi un'istituzione privata», dichiara Marcello Cacace, «L'innalzamento delle tasse porterà gravi conseguenze, chi è figlio di operai dovrà smettere di studiare». Davide Civitanodice: «Erano anni che non si vedeva una simile manifestazione, i giovani si stanno muovendo per chiedere un cambiamento. Mi chiedo inoltre dove finiranno i docenti «tagliati» dalla nuova riforma». «Gli studenti non si faranno strumentalizzare», conclude Camilla Cottafavi, «Non siamo facinorosi, vogliamo solo che ci venga garantito un futuro». (nik)