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MILANO. La Borsa chiude in rialzo,(+4,16%), e questo fa ben sperare per la settimana prossima. Quelli appena trascorsi sono stati cinque giorni vissuti pericolosamente, con gli indici che lunedi e martedi hanno fatto segnare rialzi record e poi sono di nuovo precipitati. L'indice Dj Stoxx 600, che racchiude le 600 principali società europee, chiude la settimana con un saldo positivo del 4%. Non accadeva da aprile, ma va detto che violentissime erano state le perdite nell'ottava precedente. In Piazza Affari l'S&P/Mib recupera il 4,49% e si porta a 21.645 punti, in rialzo del 6,6% sul venerdi precedente.
Positive anche Parigi (+4,68%), Francoforte (+3,43%) e Londra (+4,43%). Seduta volatile a New York con gli indici sull'ottovolante. In chiusura Dow Jones a -1,43% e Nasdaq a -0,37%. Intanto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi non esclude «interventi anche più coraggiosi» nel futuro per ristabilire la fiducia. Gli operatori, gli investitori privati, i gestori dei fondi, i vertici del mondo politico e finanziario, guardano alla prossima settimana con apprensione. Negli Usa, finita la scorpacciata di dati macroeconomici (ieri l'attività immobiliare ha fatto segnare nuovi minimi da 17 anni a questa parte) ora tocca alle relazioni trimestrali delle società. Arriveranno i dati di American Express e Texas Instruments (lunedi) e poi quelli di Apple, Caterpillar, Yahoo e Pfizer (martedi), At&t (mercoledi) e Microsoft (giovedi). Si cercherà di capire a che punto è la febbre dell'economia. Si teme la recessione, ma questo l'hanno scritto tutti più volte e il Pil nel terzo trimestre sarà senz'altro negativo. Però, ieri, si è alzata fuori dal coro la voce di Warren Buffet per consigliare di comprare titoli di società americane. Il 'guru" della finanza internazionale si dice pronto a investire le sue risorse personali e poi annuncia il suo principio, in base al quale «bisogna avere paura quando tutti sono troppo ottimisti, mentre bisogna essere ottimisti quando gli altri hanno paura». Per Buffet «il mercato azionario si riprenderà ancor prima che lo facciano l'economia reale o la fiducia degli investitori». Infine il proverbio: «Se si aspettano i pettirossi, il rischio è che la primavera sia già finita». Ieri c'era in visita in Italia l'amministratore delegato della Borsa di New York. Ha detto che «avremo ancora due o tre trimestri difficili». Invece negli States è apparso ancora in tivù il presidente Bush (lo ha fatto 13 volte in due settimane) per rassicurare gli americani «che le misure intraprese sono adeguate per superare la crisi». Subito dopo il prezzo del petrolio è tornato a crescere (+3,45% a 72,22 dollari al barile) lasciando pensare che la recessione non sarà cosi tremenda.
In tutto il mondo hanno ripreso fiato i titoli petroliferi. A Milano, Eni rimbalza del 14,5% trascinando all'insù anche Tenaris (+7,9%) mentre Saipem resta negativa (-2,3%). In Europa è tornato il denaro anche sui titoli delle telecomunicazioni (+5,47% il sottoindice) con Telecom Italia in risalita del 5,3%. Terna (+9,9%) sale perchè la società avrebbe congelato il progetto di acquisire le reti dell'alta tensione da Enel (+3,9%). In altelena le banche. Sale IntesaSanPaolo (+5,2%) ma ci sono vendite su Ubi e Montepaschi. Andamento nervoso per Fiat (+0,23% in chiusura).
Conto arancio.Il colosso finanziario olandese Ing, noto in Italia per aver lanciato 'Conto arancio" ha ceduto il 10% dopo aver riportato perdite per 500 milioni di euro nell'ultimo trimestre.
Draghi e l'euro.Sulla crisi finanziaria è intervenuto il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. «L'euro - ha detto - si è dimostrato prezioso per le nostre economie. Ha escluso movimenti destabilizzanti fra i tassi di cambio che avrebbero reso più complicate le risposte alla crisi». Draghi ha poi parlato delle necessità di «ulteriori e più coraggiosi passi per ristabilire rapidamente la fiducia». Infine ha auspicato uno sforzo per rimuovere le differenze esistenti nelle pratiche di vigilanza a livello nazionale.

Gigi Furini