«Senza il taglio dei tassi niente ripresa»

L'Europa si muove unita per dare un segnale di fiducia e ribadire i suoi impegni nell'evitare il fallimento delle banche. Ora si attende la reazione dei mercati. La decisione dell'Eurogruppo sulla garanzia dei prestiti interbancari, che mira a far ripartire il mercato interbancario di fatto bloccato negli ultimi mesi con conseguenze pesanti sui risparmiatori e le imprese a causa del forte differenziale fra Euribor e tassi Bce, punta anche a far ritornare la fiducia. Secondo analisti di Borsa ed esperti tuttavia la decisione, che porterà oggi a un rimbalzo degli indici, potrebbe non essere sufficiente a far invertire la rotta dei listini in maniera duratura. I mercati si attendono infatti un altro taglio dei tassi di interesse in Europa mentre le prospettive sull'economia reale indicano oramai l'arrivo di una recessione in numerosi Paesi europei e negli Usa. Pure l'intervento su diversi livelli degli Stati (ricapitalizzazioni delle banche, garanzie e acquisto asset tossici) che sta creando di fatto un gigantesco swap del debito dal pubblico al privato, evita un collasso generalizzazto del sistema ma non sembra per il momento in grado di far ripartire l'economia. Anche evitando una crisi di liquidità per privati e imprese quindi, i danni causati dalla crisi sarebbero già ingenti. Le perdite sui portafogli azionari, il calo della fiducia fra i consumatori, la frenata delle locomotive Germania e Usa hanno compromesso i conti delle società quotate.
Peraltro il passivo dei mercati da inizio anno è pesante con i mercati che sono tornati ai livelli del 2003 e negli ultimi giorni si è assistito a ondate di panico generalizzato che hanno portato a ipotesi di sospensione non solo dei singoli titoli ma anche dell'intero mercato. Una decisione respinta dai rappresentanti delle maggiori Borse mondiali che hanno riaffermato «con forza il principio che i mercati azionari e di strumenti collegati devono restare aperti durante questo periodo» di crisi.