L'Europa: garanzie alle banche per un anno


PARIGI. Calmare i mercati, far ripartire la fiducia. «L'Europa dell'euro unita come non è mai stata, abbiamo deciso un'azione comune nella diversità di ciascun Paese». Il vertice dei Paesi euro, per la prima volta a livello di capi di governo, si è concluso. Il messaggio che vuole dare il presidente Sarkozy deve essere uno solo: l'Europa affronta unita la crisi e per farlo ha preparato una «cassetta degli attrezzi comune» che ogni governo potrà utilizzare. Già oggi. «E senza fare regali».
In tutti i Paesi della moneta unica si terranno dei consigli dei ministri per tradurre in pratica quanto deciso. Anche l'Italia, annuncia Berlusconi, lo ha convocato. «Il piano anticrisi - dice il presidente del Consiglio - riporterà serenità sui mercati e al tempo stesso ridarà fiducia agli investitori». Poi una nota personale: «Sono particolarmente soddisfatto per il fatto che il peso della nostra saggezza e della nostra esperienza sia diventato fondamentale». Fondamentale, ma ignorato nella conferenza stampa di Sarkozy, Barroso, Trichet e Juncker.
«Le misure adottate metteranno fine al pessimismo e ridarrano fiducia», dice Barroso. «Sono stati varati i principi e gli orientamenti per permettere a ogni governo di prendere decisioni. Noi non potevamo andare molto avanti con le nostre azioni - dice il presidente della Bce, Trichet - serviva un'azione comune dei governi e sono restato impressionato dall'unità dei Paesi dell'euro. La forza dell'unità è decisiva per la fiducia».
Eccoli allora i provvedimenti che oggi i governi dovranno mettere in pratica varando decreti o leggi nei consigli dei ministri convocato in tutta l'Europa dell'euro. C'è la garanzia dello Stato sui prestiti a medio termine (fino a 5 anni) fra le banche per favorirne la liquidità; la possibilità di fornire garanzia agli istituti di credito, a condizioni determinate, direttamente o indirettamente, sulle emissioni di obbligazioni delle banche, arrivando anche ad acquisirle. Ma questa misura sarà possibile solo per titoli emessi entro il 31 dicembre 2009, e a patto che l'intervento dello Stato sia fatto al valore minimo delle condizioni di mercato normali, che l'istituzione finanziaria sia in un paese dell'area euro, che i beneficiari mettano in campo azioni che hanno un risvolto sull'economia reale (prestiti a piccole e medie imprese e al consumo, per esempio).
Poi ci sono i cambiamenti sulle regole contabili. «E' la decisione più importante presa oggi - dice Berlusconi - viene cancellato il mark to market, ovvero l'obbligo per le aziende di abbattere il valore patrimoniale di bilancio che ora possono rimanere sui valori precedentemente dichiarati». Quanto alle iniziative del governo il presidente del consiglio esclude che ci siano in vista altre ricapitalizzazioni oltre quella di Unicredit. «Riteniamo che dopo quella ricapitalizzazioni non ci siano, o non appaiano oggi, necessità di ulteriori ricapitalizzazioni», dice.
Sarkozy, parla scandendo bene le parole che si è scritto in fretta prima di presentarsi in conferenza stampa. Sa che ogni parola può essere male interpretata, che c'è bisogno di chiarezza. Manca poco più di un'ora all'apertura delle Borse dall'altra parte del mondo e il messaggio deve arrivare forte e chiaro. «Se la Borsa dovesse accogliere male le vostre parole vorrebbe dire che tutto è perduto, che è stato solo un gioco?» chiede un giornalista belga. «Non è stato un gioco, ma mettere d'accordo 27 Paesi non è facile. Ma è vero che chi non gioca la partita non ha possibilità di vincere». Cosi Sarkozy rivendica il suo ruolo di motore in questo percorso a ostacoli iniziato con il G4 di Parigi una settimana fa, proseguito con l'Ecofin, poi di nuovo con il G7 e il G20 di Washington, ieri con lo storico eurogruppo di vertice di nuovo a Parigi. «Si è stata una riunione storica, ma la crisi è grave e occorre agire in fretta - dice il presidente dell'Eurogruppo, Juncker - abbiamo preparato le regole, la scatola degli attrezzi da cui ogni governo potrà attingere quello che serve, ma sempre coordinandosi con gli altri. Qualcuno dice che lavoriamo per i banchieri, io rispondo che lavoriamo per i cittadini europei». Non è finita, mercoledi la «cassetta degli attrezzi» sarà mostrata ai capi di governo degli altri Paesi della Ue. Ieri, dice Sarkozy, è stata mostrata in diretta a Gordon Brown invitato a Parigi pur essendo fuori dall'euro. Le auto blu escono dall'Eliseo, i mercati in Asia aprono i battenti.

dall'inviato Alessandro Cecioni