Prignano. L'ex sindaco Bonilauri: «Sul Dragone finte resistenze»

PRIGNANO.«Sul Dragone erano tutti d'accordo». Cosi Ennio Bonilauri, ex sindaco di Prignano, interviene nuovamente dopo la cessione a Hera del servizio idrico da parte degli 8 comuni soci dell'acquedotto del Dragone. «Veramente curioso - ha detto Bonilauri - il comportamento degli otto sindaci soci. A marzo tutti loro hanno votato all'unanimità le dimissioni del cda della Dragone Impianti spa, la suddivisione dei fondi di riserva, la nomina dell'amministratore unico con pieni poteri alla gestione della società di capitali. Ma si accorgono che, a causa degli atti approvati, rischiano una magra figura su un bene pubblico qual è l'acqua, quindi si difendono accusandosi a vicenda. Ai sindaci del centro sinistra bastava dire che tutti i sindaci soci, quindi anche i ribelli, hanno approvato la delibera di nomina dell'amministratore unico, mentre al sindaco di Montefiorino, per bloccare l'operazione, bastava promuovere un referendum tra la popolazione, come stanno facendo nella bassa con Aimag. In questo caso, egli rischiava al massimo l'accusa di incoerenza. Invece insiste nella richiesta di recesso, cioè nell'unico atto che non crea difficoltà all'amministratore unico. Lo statuto del Dragone, infatti, non prevede il recesso e in ogni caso il sindaco di Montefiorino avrebbe dovuto votare contro le delibere sul Dragone di marzo 2008 e di dicembre 2007. Ora può solo mettere in vendita la quota parte delle azioni detenute, cioè il 14% del capitale sociale di 200 mila euro, al miglior offerente. La frittata è fatta. Gli atti lo dimostrano. Il contratto è stato firmato dall'amministratore unico a nome di tutti i sindaci soci, proprio in virtù di quella delibera. Ora la competenza fra le due società di capitali passa al tribunale ordinario. Al comitato, dopo il ricorso al Tar, inutile perchè formulato su una delibera di indirizzo, rimane solo l'amaro in bocca. Cala il sipario sul Dragone. Vedremo se l'operazione porterà o no benefici».