la Gazzetta di Modena — 13 settembre 2008
pagina 15
sezione: CRONACA
«Chi pensa che le nuove norme sulla prostituzione elimineranno davvero il problema delle lucciole dalle strade si illude. Questa è una legge che finirà con il colpire soprattutto lanello debole della catena: quelle ragazze sfruttate da organizzazioni internazionali che troviamo anche sui nostri marciapiedi». Parole di Franco Boldini uno dedi responsabili del progetto Oltre la strada, il gruppo di volontari che settimanalmente gira tra le prostitute che si trovano sulle strade della città, per fare opera di prevenzione dal punto di vista sanitario e, nei casi in cui si crea la situazione, fornire il supporto per uscire dal giro. Secondo Boldini la strada intrapresa dal governo Berlusconi non porterà a nulla di davvero radicale. Prima di entrare nel merito della questione, doveroso chiedere informazioni su quale sia, allo stato, il quadro della prostituzione a Modena, dal punto di vista di chi è costantemente impegnato sulla strada. «Diciamo che il fenomeno in questo ultimo anno ha visto ridursi in modo considerevole il numero delle ragazze presenti sulla strada. - spiega Boldini di Oltre la strada - Il forte calo ha riguardato le donne nigeriane, specie quelle in zona Bruciata. I motivi di questa diminuzione, iniziata nel periodo di febbraio, sono legati ad un forte intervento attuato dalle forze dellordine. Tuttavia non illudiamoci che questi controlli possano portare a risultati di lunga durata se non vengono affiancati da investimenti di tipo investigativo». Meno sensibile, sempre secondo gli operatori di strada, il calo della presenza delle ragazze dellest. «Le donne di quelle nazioni a Modena fanno registrare presenze uguali. - prosegue - Queste risentono di forme di coercizione minori, spesso sono giunte in Italia consapevoli di venire a fare questa vita. Magari con la sola variante che, invece di operare in casa come gli era stato prospettato, finiscono sulla strada». Quale impatto avrà dunque la nuova legge su queste ragazze? «Si è scelto un percorso legislativo che lascia alquanto perplessi. - prosegue - Intanto per il fatto che la legge non pare il frutto di un percorso ponderato, non si è coinvolto, ad esempio, chi come le associazioni lavorano nel settore da ventanni. Queste norme, per assurdo, finiranno con il favorire i trafficanti di ragazze che così sposteranno le prostitute che sfruttano nelle case, dove sarà decisamente meno incisiva lazione delle forze dellordine e anche noi non potremo aiutarle, sul piano sanitario come invece avviene ora». Il secondo aspetto che lascia perplesso Boldini riguarda il percorso ipotizzato per le minorenni «Si sente parlare di un rientro in patria assistito. Si dimentica che, specie per le giovani africane, i meccanismi di sfruttamento partono proprio dalle famiglie delle persone coinvolte, che ricevono denaro per mandarle a prostituirsi. Si rischia di innescare dei meccanismi perversi. Nel complesso comunque questa è una legge che boccio in toto, a parte laspetto legato allinasprimento di alcune pene. Si finirà con il colpire soprattutto lanello debole della catena, costituito dalle ragazze sfruttate e dai clienti. Chi muove tutto il sistema delle prostitute, non viene perseguito».