Piazza Roma, Botta progetta il museo


Il Comune e il celebre architetto svizzero Mario Botta stanno predisponendo gli ultimi dettagli - per poi presentare a metà ottobre, prima al Consiglio comunale e poi a tutti i modenesi con una serata da tutto esaurito - la nuova rivoluzione urbanistica per le piazze Roma, Mazzini e Matteotti.
Il 24 settembre è infatti previsto l'ultimo risolutivo incontro a Lugano, nello studio di Botta, con gli assessori Daniele Sitta e Roberto Guerzoni insieme ad architetti e ingegneri del Comune: l''archistar" illustrerà i disegni e i progetti adattati alle ultime esigenze comunicate dal Municipio in estate.
«Non voglio sbottonarmi prima di avere illustrato tutto ai miei committenti - dice comprensibilmente al telefono da Lugano l'architetto - anche perché proprio in questi giorni devo approntare le ultime modifiche richieste».
Botta, noto in Italia per avere realizzato il Museo Mart di Rovereto di Trento, il restauro del Teatro Scala di Milano e altri importanti edifici, in questi giorni si sta occupando di piazza Mazzini: è prevista una maggiore visibilità della Sinagoga e un utilizzo a fini di ufficio informazioni turistiche per l'ex albergo diurno abbandonato nel sottosuolo della piazza: «Per questo spazio ho pensato a una struttura di raccordo ipogea, sotterranea, che avrà comunque una parte visibile in superficie. Esattamente emergerà una fontana, visto che intendiamo utilizzare i materiali caratteristici delle piazze, il verde e la pietra» conclude.
Sitta dice di essere curioso di capire quanto Botta alla fine ha definito: «Andiamo il 24 a vedere qual è lo stato della progettazione dopo gli ultimi colloqui telefonici. Teniamo profondamente al progetto. Ancora non ho visto nulla. I materiali sono ancora in Svizzera nello studio dell'architetto e del suo gruppo, ma certo immagino abbia tenuto conto degli ultimi indirizzi che gli abbiamo dato. Abbiamo infatti, come committenti, le idee molto chiare su quanto vogliamo».
L'assessore fa l'esempio di piazza Roma, probabilmente quella più complicata da riqualificare vista la grandezza e la presenza dell'Accademia che forse contribuirà a suo tempo con pubblici esercizi a cavallo dei cadetti.
«Ci saranno - conclude Sitta - le zone verdi previste da tempo, ma abbiamo comunicato a Botta della necessità di valorizzare le mura romane ritrovate sia dall'alto che attraverso un percorso pubblico nel sottosuolo. In più occorrerà tenere presente che vogliamo continuare a utilizzare la piazza per grandi manifestazioni importanti, come il Festival delle Bande Militari».

Stefano Luppi