Vivisezione, Emilia seconda

BOLOGNA.In base al dossier della Lav sulla vivisezione, l' Emilia-Romagna, con 99 stabilimenti utilizzatori di animali, è la seconda regione in Italia per l'adozione di questa pratica, dopo la Lombardia. Nel biennio 2006-2007 le richieste di esperimenti condotti senza anestesia sono arrivate a 33. Le specie utilizzate comprendono anche primati non umani utilizzati in studi altamente invasivi come quelli nell'area delle neuroscienze. Secondo il dossier «si distingue negativamente l'Università di Bologna per gli esperimenti su cavalli», fatto per cui la Lav ha presentato una diffida contro il responsabile dell'unità di ricerca del Dipartimento Clinico Veterinario dell'Università e un'istanza di affidamento di tre cavalli, come previsto dalle norme in vigore. Secondo la biologa Michela Kuan, autrice del dossier, «persiste il ‘pentagono universitario' Verona-Milano-Parma-Ferrara-Roma che continua a contraddistinguersi negativamente per l'utilizzo di scimmie nelle quali viene sondato il cervello e dove l'errore metodologico risulta doppio vista la mancanza del linguaggio, capacità indispensabile per comprendere le dinamiche psichiche e avanzare una diagnosi». I numeri legati alla sperimentazione animale in Italia sono in aumento nel biennio 2006-2007. E negli ultimi dieci anni sono stati in media oltre 900mila l'anno gli animali utilizzati in Italia a questo scopo. Nello specifico, sono cresciute le autorizzazioni per gli esperimenti «in deroga», cioè con l'impiego di cani, gatti e primati non umani, o per l'utilizzo a fini didattici oppure senza ricorso ad anestesia. Si è passati da una media di 128 per il biennio 2004-2005 a 141 per il 2006-2007, con in testa il Lazio (81), seguito da Veneto (38) e Toscana (37). Nella foto una banchetto per la raccolta firme della Lav.