Marchionne fa perdere 6,35 punti alla Fiat


MILANO. Altra giornata nerissima per i mercati azionari. Le Borse europee si sono mantenute attorno alla parità fino a mezzogiorno, poi quando si è capito che a New York gli indici avrebbero aperto con il segno negativo, anche qui sono cominciate le vendite. A fine giornata l'Europa aveva bruciato oltre 121 miliardi. A indirizzare il mercato, soprattutto la vicenda dei mutui subprime americani, le scadenze tecniche e alcune improvvide dichiarazioni di Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat.
Presentando l'altra sera a Milano la nuova Alfa Mito, Marchionne ha detto che «il mercato dell'auto a giugno è stato disastroso». Cosi, ieri mattina, in apertura di seduta, gli operatori hanno venduto il titolo del Lingotto, attendendo notizie non certamente buone. In chiusura di giornata, le azioni Fiat hanno lasciato sul terreno il 6,35% a 11,77 euro. Sono stati scambiati 70 milioni di titoli, pari al 7% del capitale. Male anche le azioni Fiat Priv. (-6,31%) e Fiat risp. (-5,83%).
«I vertici Fiat non dovevano parlare cosi - dicevano ieri in Piazza Affari - perchè quella frase ha messo sul chi vive i fondi avvoltoio, gli hedge fund e gli speculatori vari. Marchionne ha parlato di 'disastrose previsioni per il mercato" mentre Montezemolo ha parlato di un 'mercato dell'auto molto depresso". Se a questo aggiungiamo le vendite che hanno toccato, ieri, tutto il comparto auto in Europa, ecco spiegate le perdite di Fiat».
Gli operatori più esperti, però, non si lasciano trascinare nella spirale del pessimismo: «I fondamentali di Fiat sono buoni e i target previsti da Marchionne saranno rispettati. Dunque le cose vanno analizzate sulla base degli obiettivi che la società si è posta. Se poi qualcuno vuole mettersi a giocare con i soldi, anzichè fare l'investitore, gli suggeriamo di stare attento, perchè potrebbe scottarsi».
La giornata ha visto anche il crollo di Seat (-8,21% a 0,0749 euro) penalizzata dall'andamento generale del comparto editoriale e viste le previsioni di debolezza del mercato della pubblicità. Male anche Finmeccanica (-5,77%) e Impregilo (-7%) sulla notizia che i lavori al termovalorizzatore di Acerra potrebbero subire ritardi. Vendite su Tiscali (-8,53%) sulle voci che alcuni gruppi, prima interessati a rilevare la società, ora si starebbero defilando. Pesantissima Snia (-14%) dopo che i revisori avrebbero sollevato dubbi sulla continuità aziendale. E' andata male anche Eni (-2,32% a 23,53 euro) anche se il prezzo del petrolio, ieri, è tornato a salire (+2,15% a 135,45 dollari al barile).
Quella chiusa ieri è stata una settimana nera per i titoli del comparto immobiliare. Aedes negli ultimi 5 giorni ha perso il 32% e da inizio anno il 74%. Stesso discorso per Risanamento, società di Luigi Zunino, che ha perso, in settimana, il 23% (e il 76% da inizio anno) dopo che Intesa San Paolo si è presa in pegno le aree Falck in cambio di un prestito ponte da 150 milioni. In calo anche Pirelli Re (-5,2% in settimana e -41% da inizio anno). Sulla stessa onda Beni Stabili (-16% dal 1 gennaio) e Brioschi della famiglia Cabassi che da inizio 2008 fa segnare una perdita del 30%.

Gigi Furini