Lite per la paga troppo bassa, il figlio del titolare uccide l'operaio egiziano

GERENZANO (Varese). Gli abitanti della zona raccontano che ogni 15 del mese, giorno di paga, le scene erano sempre le stesse. Litigi sul conteggio delle ore lavorate, discussioni per i compensi, alle volte porte sbattute e imprecazioni. Ieri, a due giorni dall'ultimo stipendio, il dramma: l'operaio egiziano è stato ucciso dal figlio di 19 anni del titolare durante una lite.
Il giovane si è poi consegnato ai carabinieri di Saronno (Varese). Sono ancora molti i punti da chiarire sull'omicidio, nel pomeriggio di ieri, negli uffici della ditta di costruzione Katon in via Quarto dei Mille nel centro di Gerenzano. Ma sembra quasi certo che la causa sia stata la lite sul compenso lavorativo. Sahid Saber Abd El Basset, da una decina di anni in Italia, documenti e permesso in regola, occupato nella ditta (ma ancora non è stato definito se e con quale contratto) si è presentato verso le 14 per lamentarsi del compenso. Negli uffici, in un vecchio cortile di un antico caseggiato, il titolare non c'era. C'era però il figlio di 19 anni, Antonio Fioramonte. E' scoppiata la lite, e il giovane ha esploso l'intero caricatore di una pistola sull'extracomunitario. «Era insieme a due connazionali, mi hanno minacciato con un ascia», avrebbe poi raccontato ai carabinieri. Ma dei due compagni di Sahid non è stata trovata traccia, cosi come neppure dell'arma. Non si esclude comunque che potrebbero essere scappati subito dopo gli spari. E' scappato invece subito il giovane Antonio, gettando la pistola chissà dove. I carabinieri hanno accertato che né lui né il padre hanno il porto d'armi e hanno mai denunciato il possesso della pistola. Dopo aver girovagato per un paio d'ore nella zona, Antonio Fioramente si è poi costituto, convinto dai familiari, alla caserma dei carabinieri di Cislago (Varese). La vittima abitava a Castellanza, pare avesse precedenti penali. Lavorava da tempo per la ditta edile Katon, che sembra si serva di tantissima manodopera straniera per le commesse lavorative nella zona, in particolare rivestimenti e pavimenti. Nel pomeriggio, sotto una pioggia battente, appena si è diffusa la notizia, numerosi egiziani ed extracomunitari si sono recati in via Quarto dei Mille. A gruppetti hanno osservato a distanza, il cortile transennato, i vetri rotti degli uffici, distrutti probabilmente durante la lite.