E Papa Ratti lo sospese «a divinis»

CITTA' DEL VATICANO.Benedetto XVI - fa sapere il Vaticano - non ha per ora in programma una visita alla salma di Padre Pio. Dato che però le spoglie del frate di Pietrelcina rimarranno esposte fino al settembre 2009, non si può escludere che papa Ratzinger decida il prossimo anno di recarsi a «lodare e benedire il Signore Crocefisso» che «ha donato» al mondo il religioso con le stimmate, cosi come ha auspicato ieri il vescovo di Manfredonia.
Il Papa teologo considera padre Pio un esempio di «carità e preghiera», e potrebbe essere sensibile agli inviti dei cappuccini e della Chiesa locale. Certo, per i devoti del frate, una visita di Benedetto XVI, durante l'ostensione, sarebbe un ulteriore riconoscimento per il loro eroe, cosi a lungo «perseguitato» e messo in un angolo dal Vaticano.
La storia del cappuccino, al secolo Francesco Forgione, nato a Pietrelcina (provincia di Benevento) il 25 maggio 1887, è infatti un intreccio di gloria, fama, ma anche perplessità, critiche e opposizioni in seno alla Chiesa stessa.
Tutto cominciò per lui il 20 settembre 1918, quando già frate e cappellano militare, a 31 anni, raccontò di aver avuto la visione di un «misterioso personaggio con le mani, i piedi e il costato che grondavano di sangue» e di essersi accorto che anche le sue mani, i suoi piedi e il costato «erano traforati e grondavano di sangue». Le stimmate, appunto, attorno a cui cominciarono a ruotare la fama di santità, i soldi, tanti soldi donati dai fedeli, e i sospetti di imbroglio. Già nel 1918, Benedetto XV mandò cinque medici, compreso il suo dottore personale, a visitare il cappuccino di San Giovanni Rotondo, prima di accettare, nel 1919, la «soprannaturalità» «del fenomeno.
Nel 1922, con l'elezione di Pio XI, prese corpo la prima «persecuzione». Consigliato dal suo amico padre Agostino Gemelli, fondatore dell'Università Cattolica, e prestando fede alle accuse dell'arcivescovo di Manfredonia, mons. Pasquale Gagliardi, papa Ratti autorizzò la segregazione e la sospensione «a divinis» di padre Pio, decretate dal Sant'Uffizio.
Pio XII, papa dal 1939 al 1952 e convinto difensore del cappuccino, diede nuovamente al religioso libertà di movimento e la possibilità di costruire la «Casa sollievo della sofferenza», l'ospedale inaugurato nel 1956.
I tempi duri ricominciarono per Padre Pio sotto il pontificato di Giovanni XXIII. Il suo inviato a San Giovanni Rotondo, mons. Carlo Maccari, parlò di «un demonio dell'impurità», oltre che di un uomo profondamente contrario all'idea di un Concilio Vaticano II. Più tardi, però, il rapporto Maccari venne smentito dal segretario di Stato, card. Tardini, e Paolo VI, eletto nel 1963, annullò tutti i provvedimenti presi contro il frate.
I fedeli e i miracolati di padre Pio, che nel frattempo continuavano a crescere in tutto il mondo, dovettero aspettare il pontificato di Wojtyla per vedere il religioso prima beatificato, nel 1999, e poi santificato, nel 2002. Per San Giovanni Rotondo, gli onori degli altari per padre Pio portarono un nuovo boom economico-religioso.