Parmalat, Bondi non sarà parte civile

MILANO.Il commissario straordinario di Parmalat è stato escluso come parte civile dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano in cui è in corso il processo agli istituti di credito imputati per aggiotaggio in base alla legge 231 del 2001 in relazione al crac Parmalat. I giudici hanno però ribadito la legittimità del commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, a costituirsi parte civile nei processi penali come unico rappresentante dei creditori, mentre il creditore che intende costituirsi parte civile dovrà avere un titolo personale per poterlo fare. I giudici hanno stabilito anche che non è possibile per le parti offese chiedere risarcimento alle banche come enti, dal momento che la legge 231 del 2001 persegue illeciti amministrativi. Escluso dalla parte civile il Movimento Consumatori, mentre è stata ammessa l'Adusbef per il suo particolare statuto. Il processo ricomincerà il 15 luglio del 2008.
I giudici della seconda sezione del Tribunale di Milano, davanti ai quali è in corso il procedimento a carico di Deutsche Bank, Morgan Stanley, Ubs, Citigroup e Bank of America, estromettendo dalla parte civile il commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, hanno precisato come questo sia legittimato a costituirsi parte civile per i «reati di bancarotta e ricorso abusivo al credito» (il processo per bancarotta si tiene a Parma, dove si giudicano i reati più strettamente legati alla società). Si tratta di quei reati in cui è «danneggiata diretta» l'impresa che «avrebbe vista intaccata la propria integrità patrimoniale». L'estromissione del commissario straordinario dal processo che vede imputati gli istituti di credito per aggiotaggio era stata chiesta dal legale di Deutsche Bank, Francesco Isolabella.
L'esclusione di Bondi è stata cosi commentata da Citigroup: «Il signor Bondi e la Parmalat stanno chiaramente tentando di perseguire tutte le possibili strade nel loro disperato tentativo di spremere soldi dal sistema bancario. La decisione di oggi (ieri, ndr) ne preclude una e Citi ne è lieta». Citigroup si dice «certa» di poter confutare tutte «le illegittime accuse» mosse dalla Parmalat. Il gruppo di Collecchio ha già precisato che la decisione non depotenzia la possibilità di richiedere i danni alle banche accusate di essere coinvolte nel crac della Parmalat. Citigroup aggiunge anche di dover «prendere atto» del fatto che «la giustizia penale italiana continua ad essere utilizzata dai veri responsabili della bancarotta di Parmalat per tentare di coinvolgere con gravissime calunnie i dirigenti di Citi in presunti accordi illeciti».