Senza Titolo

MILANO. Milano e Smirne si sono contese un evento che vale più di quattro miliardi di euro di investimenti e 70 mila posti di lavoro. Per Milano, che ha scelto come titolo dell'Expo «Nutrire il pianeta, energia per la vita», è il coronamento di un sogno fatto di grandi cifre che cambierà il volto della città: sono previsti non solo finanziamenti di oltre 4,2 miliardi di euro, ma anche stanziamenti per le infrastrutture di altri 10 miliardi. 3,2 miliardi andranno alle infrastrutture (28% dai privati; 26% dagli enti locali; 46% dallo Stato), 270 milioni per la rete metropolitana, 72
milioni per i nuovi parcheggi.
E ancora: 81 milioni per un villaggio residenziale da duemila posti, 60 milioni in opere tecnologiche, 8 milioni le spese del Comitato di candidatura, 900 milioni per l'organizzazione e la gestione dell'evento e 97 milioni per garantire la partecipazione gratuita ai Paesi in via di sviluppo. Non solo. L'indotto previsto è di circa 4,5 miliardi di euro per un evento che prevede la presenza di 120 Paesi espositori e promette di richiamare 29 milioni di turisti (21 milioni dall'Italia, 6 dall' Europa e 2 milioni dal resto del mondo) in sei mesi, pari ad una media di 160 mila al giorno, e di portare in città 7.000 eventi e soprattutto 70.000 nuovi posti di lavoro per realizzare la Fiera.
L'Expo sorgerà nell'area della Fiera di Rho-Pero, con un ponte pedonale di collegamento, e sarà di 1,7 milioni di metri quadrati lo spazio occupato dai nuovi padiglioni: ai padiglioni dei Paesi saranno riservati 392 mila metri quadrati, agli spazi pubblicitari e ai padiglioni tematici 236 mila metri quadrati. Sorgeranno nuove strutture, anche un anfiteatro da 12 mila spettatori e un auditorium con 6 mila posti, piazze, vie d'acqua e un parco divertimenti. L'intera area dovrebbe poi diventare uno dei simboli della nuova Milano, residenziale e di servizi: sorgerà un nuovo quartiere eco-sostenibile (Milano si vanta di avere un progetto a impatto ambientale zero) accanto a quello fieristico di Rho-Pero (inaugurato appena tre anni fa) e ad esso collegato. La nuova area sarà un modello di riferimento per la riqualificazione complessiva della città: anche grazie all'Expo, Milano promette, per il 2015, 11 milioni di metri quadrati di verde, sei linee di metropolitana (tre più di adesso), 120 chilometri di piste ciclabili, navigli navigabili, superamento dei più cruciali e difficili nodi viari, alta velocità ferroviaria con apposita stazione, una rete aeroportuale con Malpensa.
Nei prossimi anni Milano sarà dunque un cantiere: i lavori per l'Expo cambieranno il volto alla città. Tutta la «storia» di Milano e della Lombardia verrà tirata a lucido, incominciando da musei e istituzioni culturali come la Scala, il Lirico, L'Arengario, gli Arcimboldi, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, Palazzo Reale e cosi via elencando: per tutti ci saranno risorse da utilizzare per valorizzarsi. Con l'Expo si rafforzerà non solo la modernità di Milano ma anche quella della Lombardia e del Paese perchè il milanese si aspetta investimenti, diretti e indiretti, per almeno 20 miliardi. E in vista del 2015 anche le attese delle imprese sono rosee: specialmente per alberghi e ristoranti che si aspettano un aumento medio del loro fatturato del 25%. Ma i più ottimisti, oltre uno su 10 (11%) prevedono addirittura un incremento che supera il 50% e quasi uno su venti arriva a intravedere un raddoppio e oltre. In generale, il mondo imprenditoriale milanese si aspetta un incremento medio del 10% e l'effetto Expo previsto dalle imprese sul fatturato è stimabile in più di 44 miliardi di euro, di cui 14 miliardi e mezzo per il commercio tra ingrosso e dettaglio e quasi 12 miliardi per il manifatturiero. (m.v.)